Il fratello di Mazzoleni querela Mastella: "Lesa la nostra immagine"

Rassegna Stampa  
Il fratello di Mazzoleni querela Mastella: Lesa la nostra immagine

Caso mazzoleni

Napoli -  L'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno riporta le ultime notizie in merito al caso legato all'arbitro Mazzoleni: 

"Nessuna designazione nemmeno per la prossima giornata di campionato. Paolo Mazzoleni, l’ex arbitro e ora «varista» bergamasco, finito nella bufera dopo Benevento-Cagliari, resterà ancora fermo ma intanto si muove il fratello, Mario. A suon di querele. Oltre un centinaio, redatte da un pool di legali dello studio legale Fratelli Bonomo di Bergamo stanno per essere depositate in varie Procure d’Italia.

Destinatari vari, dal primo cittadino di Benevento, Clemente Mastella a testate giornalistiche per finire a centinaia di cosiddetti «leoni da tastiera», ovvero profili social (identificati) che dopo il contestato episodio — il rigore prima concesso da Doveri ai sanniti e poi negato dopo la chiamata del Var, appunto, diretto da Mazzoleni — hanno inondato i profili social dei due fratelli Mazzoleni e pure della sezione bergamasca dell’Associazione Italiana Arbitri.

Non solo i commenti in Rete, ma anche le dichiarazioni di un Mastella furioso sono state considerate da Mario Mazzoleni, (pure lui ex arbitro, ma da oltre 16 anni avviato gallerista d’arte) lesive dell’immagine e della reputazione sue e della sua famiglia, inducendolo ad adire a vie legali. Se da un lato Mastella aveva additato il fratello Paolo come «recidivo, a Napoli, in maniera diversa, ha favorito lo stesso Cagliari a discapito nostro», dall’altro aveva preannunciato una interrogazione parlamentare da parte della moglie, Sandra Lonardo sui fatti «accaduti nel match disputato e sugli interessi della famiglia Mazzoleni a Cagliari»".

Questo il post su Facebook integrale scritto da Mario Mazzoleni: 

"Nessuno può diffamare la mia onorabilità, alludendo a fantomatiche collusioni tra la mia famiglia e il Cagliari Calcio. Ho smesso di arbitrare nel 2006/07 dimettendomi dall’Aia, ho lavorato duramente per creare una società che si occupa d’arte fino a diventare dopo 16 anni un punto di riferimento di questo mondo. Le sculture acquistate a Fortevillage nel 2013 (7 anni dopo....) dal cliente signor Cellino sono regolarmente documentate. Pare evidente che nel 2021 non possa accettare che per un episodio che vede protagonista mio fratello, che mai si è occupato d’arte contemporanea e che non ha alcun legame con il mio lavoro, si alluda velatamente a presunte collusioni. Per questo motivo ho querelato coloro che hanno infangato il mio buon nome minando la credibilità della mia società. Andrò fino in fondo e la giustizia farà il suo corso".

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