De Magistris: "Il progetto di De Laurentiis non ha alcuna sostenibilità economica, o si mettono i soldi oppure resterà al Comune: pronti 7-8 mln, problemi su capienza e pista d'atletica"
21:38
Si apre la porta del sindaco e si sente risuonare il nome di De Laurentiis. «Che ha detto? », chiede Luigi de Magistris al suo staff. Poi la stanza si svuota, arriva il caffè. Non è quello del bar, per il sindaco lo fa la signora Anna, con la moka. È lei che governa il suo studio. Sindaco, lo Stadio San Paolo pare sia il principale problema della città. «In una città come Napoli il problema dello stadio San Paolo assume un po’ le caratteristiche di una riforma costituzionale. È una questione molto sentita anche in consiglio comunale» dichiara il sindaco di Napoli in una lunga intervista a Il Roma.
Ecco, proprio in consiglio comunale c’è stata una frenata.
«Ci sono stati circa 100 emendamenti, tra questi ce ne sono alcuni che non fanno onore a chi li ha presentati, si è fatto ostruzionismo. C’è stato un tentativo per non far approvare la delibera, per mettere in difficoltà o per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti del sindaco o di De Laurentiis. Eppure, lo stadio non è un tema che riguarda la maggioranza o l’opposizione, ma la città. Tuttavia, sono certo che la convenzione la approveremo».
Eppure, questo non è l’atto decisivo, è un provvedimento “ponte” prima di affidare gestione e restyling dello stadio al Calcio Napoli.
«Ed è per questo che ci tengo a fare presto. Ma la vera partita tra il Comune e il Calcio Napoli si giocherà il giorno dopo l’approvazione di questa delibera, quando la Giunta dovrà andare a discutere della sostenibilità urbanistica ed economica del progetto di De Laurentiis».
È questo il punto chiave, sembra evidente che i soldi messi a disposizione dal Napoli non bastino a sostenere il progetto.
«Nella delibera di Giunta che approveremo subito dopo la convenzione ci esprimeremo sulle cose che vanno o che non vanno nel piano di De Laurentiis. Dal punto di vista generale, il progetto ha un interesse dal punto di vista pubblico e anche architettonico. Quindi una prima valutazione sarà positiva. Ma ci sono delle cose che non vanno ».
Quali sono le cose che non vanno?
«Ci sono diversi temi, da quanti spettatori deve contenere lo stadio alla pista d’atletica, passando per l’utilizzo delle palestre e dell’impiantistica sportiva. In questo piano De Laurentiis dice, in sostanza, che nel momento in cui entra esiste solo lui. Così non può reggere. Il secondo è che il progetto non ha alcuna sostenibilità economica».
Ma qualche passo avanti è stato fatto?
«I passi avanti sono stati fatti. Abbiamo ripulito tutto. Abbiamo appianato tutti gli errori e i contenziosi del passato. Ma ora si deve andare avanti. Non si può stare con uno stadio in queste condizioni e non si può continuare con questa telenovela».
Qualche anno fa ha detto che alla fine del suo mandato ci sarebbe stato il nuovo stadio.
«Non è dipeso solo da me. Ho sempre ritenuto che si dovesse investire una somma adeguata sullo stadio. Finché non la vedo, non si può arrivare alla conclusione di questo percorso. Il mio auspicio è che entro la fine di quest’anno, perché non lo voglio fare in campagna elettorale, si chiuda l’accordo con il Calcio Napoli».
Se non saranno investite le somme richieste, il Comune che farà?
«Se non c’è la volontà di investire questi soldi, allora procederemo con una messa in sicurezza e una riqualificazione meno ambiziosa di cui, in una visione completamente diversa, si potrebbe fare carico il Comune. Se le cifre da investire sono di 7-8 milioni di euro, con un mutuo con il credito sportivo riusciamo a spuntarla. È evidente che se il sindaco deve concedere per 100 anni lo stadio, questo deve essere fatto ad un prezzo congruo e con tutte le garanzie necessarie».

