De Laurentiis-Agnelli, patto di ferro e obiettivi comuni: lontani i decenni di inimicizia, conviene avere strategie condivise sul piano commerciale

Rassegna Stampa  
De Laurentiis-Agnelli, patto di ferro e obiettivi comuni: lontani i decenni di inimicizia, conviene avere strategie condivise sul piano commerciale

De Laurentiis e Agnelli alleati

Napoli Calcio - Quando a settembre nella sede del Milan, al Portello, Andrea Agnelli, presidente della Juventus, incontrò i vertici di Milan (il presidente Paolo Scaroni e l'ad Ivan Gazidis) e Inter (il presidente Steven Zhang e l'ad Alessandro Antonello), sembrava che la solita alleanza del Nord era pronta a un altro scacco matto. E invece nessuno aveva fatto i conti con le capacità di Aurelio De Laurentiis che, spalleggiato da Lotito, è riuscito a stringere lui, con Agnelli, un patto di ferro che ha portato il calcio italiano a una totale rivoluzione.

Come riporta Il Mattino:

"Altro che fondi di private equity per la media company che la Lega aveva in mente di vendere per i diritti televisivi del campionato: è passato il piano di quel visionario di De Laurentiis che già la scorsa estate, solo contro tutti (compreso il partner di sempre, Lotito) aveva espresso la sua perplessità sull'ingresso dei fondi e sulla cessione della governance. «Se i club hanno bisogno di liquidità - diceva - andassero in banca a farsi fare dei prestiti. Ma non possiamo vendere il nostro futuro». E alla l'ha spuntata il patron del Napoli. Con Agnelli che lo ha seguito passo dopo passo. Insomma, decenni di inimicizia sono dimenticati. Ma poi, in nome dell'alleanza siglata, mai la Juventus si è poi costituita in giudizio per difendere il 3-0 a tavolino del giudice sportivo. Né in appello, né al Collegio di Garanzia del Coni. Per il Napoli, insomma, come calciare un rigore a porta vuota. Napoli e Juventus hanno stretto un'alleanza con vista sulla Lega e sull'Europa. E anche la visione della nuova Champions, con più partite, è figlia dell'asse Juventus-Napoli. Alle società di vertice, quindi Napoli e Juventus, ma anche Milan, Inter, Lazio e Fiorentina, conviene avere strategie comuni e visioni condivise sul piano commerciale e politico, mica rimanere separati da rivalità antiche e ormai antiquate che servono solo a indebolirsi, a fare i capponi di Renzo".

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