Corbo distrugge Gabriel Jesus: "Un esodato, l'Arsenal non sa che farne! Il visionario ADL rifaccia plusvalenze"
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Editoriale Corbo Genoa-Napoli 0-2: fari punta sul nuovo corso Allegri, sulle ultime manovre di calciomercato Napoli e sulle prospettive future del club
Notizie calcio Napoli, immancabile editoriale su Repubblica della grande firma Antonio Corbo all'indomani della vittoria azzurra contro il Genoa per 2-0 a Marassi. Fari puntati sul nuovo corso Allegri, sulle ultime manovre di mercato e sulle prospettive del club.
Genoa-Napoli, editoriale Corbo
C’è una lettura più profonda nella prima vittoria del Napoli. Allegri ha spiegato meglio il significato di allenatore aziendalista. Una involontaria lezione. Eccola: ripagare chi lo assume migliorando produzione e prestigio nel rispetto delle regole interne. I tifosi temevano fosse un dipendente flessibile, piegato a interessi e lune del presidente. Si erano illusi che solo Antonio Conte potesse tutelarli, nel doppio incarico di tecnico e manager. Lotta e governo. Far tacere la società e guidarla Il Napoli intanto riduce spese. Superava la ventina di milioni il folto staff, tagliato anche un ingaggio. Allegri ha rimesso in ordine pensieri sconvolti da un anno e mezzo di perenne emergenza.
L’allenatore aziendalista senza urla né irati silenzi restituisce al Napoli il bene più prezioso. La normalità. Sta ad Aurelio De Laurentiis non alterarla, allenatore e direttore sportivo proseguano in operosa routine, investendo non molto ma bene sul mercato. Urgente il ritorno alle plusvalenze con affari veri. Al Napoli occorre un bomber giovane. Gabriel Jesus è descritto come un dono per Allegri. Sarà vero? Più facile che lo sia per l’Arsenal. Trent’anni ad aprile, questo brasiliano di buon passato è come gli esodati di imprese in crisi. L’Arsenal non sa che farne. Trentuno gol in 4 anni sono davvero pochi. Bei tempi quando Cristiano Giuntoli portava a Napoli sia Osimhen che Kvaratskhlelia. Ma il Napoli allora sapeva investire. Non sprecava. Due acquisti che hanno generato clamorose plusvalenze. Giovanni Manna è purtroppo impegnato nella svendita di tanti giocatori acquistati con estrema leggerezza. Accade quando un’azienda dimostra di non esserlo. Immaginate una esposizione in vetrina con Cajuste, Lindstrom, Cheddira, Mazzocchi. Una filiale di discount. Tutto riconducibile ai disastri del dopo scudetto 2023. Ufficio Scouting troppo creativo per fornire certezze e un direttore sportivo assunto con la fretta che la Filmauro riserva al casting delle comparse. Un calcio sottosopra che si aggiunge a un centinaio di milioni di disavanzo al mercato nel biennio pirotecnico di scudetto e sprechi.
Mancando le plusvalenze (21 per cento dei bilanci fino a due anni fa) occorre una nuova fonte da circa 100 milioni per evitare che il Napoli sia inchiodato alla qualificazione Champions. Al tavolo va invitato l’amministratore Andrea Chiavelli, che nelle Olimpiadi del Bob a 4 sarebbe di sicuro il quarto addetto ai freni in curva. Due le ipotesi. Inserirsi nel grande business della vela con lo stadio-museo di Maradona, per giugno 2027 ci sono già le prenotazioni dei concerti. Altrimenti, il mercato. Se recupera le capacità di scouting può tentare un grande colpo di mercato. Fa bene al Napoli e ai bilanci futuri? L’allenatore aziendalista c’è. A che punto è l’azienda Napoli
