CdM - Ultrà e clan del Pallonetto dietro gli scontri di piazza. La Procura: mille infiltrati

Rassegna Stampa  
CdM - Ultrà e clan del Pallonetto dietro gli scontri di piazza. La Procura: mille infiltrati

Ultrà dietro gli scontri in piazza

Ultime calcio Napoli - L'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno si sofferma sulle ultime notizie in casa Napoli. Dal quotidiano si legge:

Quando una manifestazione organizzata da commercianti e artigiani per protestare contro la chiusura parziale è stata trasformata nella devastazione del lungomare. Una vicenda che ricorda molto quella avvenuta nel gennaio del 2008 a Pianura, quando si paventava la riapertura della discarica, sulla quale è al lavoro un pool di quattro sostituti in diretto contatto con il procuratore, Giovanni Melillo: Antonello Ardituro, che indago su quei disordini e ottenne pesanti condanne in primo grado; Celeste Carrano, che per la Dda segue la zona di Santa Lucia; Danilo De Simone, che da anni si occupa di manifestazioni violente e di ultrà; Luciano D’Angelo, di grande esperienza, in forze alla sezione che persegue i reati predatori. Le prime informative sull’accaduto arriveranno in Procura in queste ore; nel frattempo, però, i magistrati hanno già un’idea dell’accaduto. Dai cellulari dei due arrestati in flagranza, condannati ma rilasciati il giorno successivo, potranno arrivare le conferme. Al momento non ci sono elementi per affermare, come ha detto De Luca in tivù, che la devastazione è stata pianificata con grande anticipo, anzi. Molti elementi lasciano ritenere che in poche ore siano state mobilitate più di mille persone, che si sono mescolate ai manifestanti con obiettivi ben diversi dai loro. C’erano, per esempio, i parcheggiatori abusivi, che non gradiscono la chiusura anticipata di bar e ristoranti. C’erano persone legate ai clan di Santa Lucia e dei Quartieri, che hanno prestato soldi a molti negozianti e artigiani e ora temono di non riaverli indietro. C’erano estremisti di destra interessati a creare paura e confusione, come spesso è accaduto negli ultimi decenni. C’erano gli ultrà della curva A, molti dei quali frequentano appunto gli ambienti della destra. C’erano alcuni negazionisti, ostinati nel credere che non ci sia emergenza sanitaria. C’erano gli antagonisti, i quali hanno ammesso pubblicamente la loro partecipazione, con motivazioni magari non condivisibili ma almeno trasparenti. Tra le varie circostanze che pm e Digos devono chiarire c’è quella di un collegamento tra i teppisti che hanno agito venerdì sera a Napoli e quelli entrati in azione nei giorni successivi in altre città italiane, tra cui Torino, Milano e Roma. Proprio da Torino ieri è rimbalzata la notizia secondo cui «potrebbe esserci una regia comune, con un collegamento tra gruppi ultrà di tutta Italia, dietro ai disordini scoppiati negli ultimi giorni in varie città italiane. Anche nel capoluogo piemontese, tra i partecipanti agli scontri di piazza Castello, in prima fila c’erano alcuni volti noti del mondo ultrà, rappresentanti delle frange estreme delle curve di Juventus e Torino, da mesi ormai senza stadio a causa delle restrizioni imposte dal Coronavirus». 

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