16-11-2025
15:00
Ultime notizie calcio Napoli - Ieri al Palapartenope è andato in scena lo spettacolo “La Zanzara Tour” con Giuseppe Cruciani. Il giornalista di Radio 24 ha parlato della città di Napoli e della SSC Napoli in esclusiva ai nostri microfoni poche ore prima dello spettacolo che ha fatto registrare il sold out nella tappa napoletana. Prima dell’inizio dello show, all’esterno del Palapartenope è andata in scena anche una protesta da parte di chi non ha gradito la presenza di Giuseppe Cruciani a Napoli.
Come nasce l’idea di portare in tour “La Zanzara” e soprattutto la scelta di fare tappa a Napoli?
“L’idea di portare “La Zanzara” in tour nasce da un’idea nostra e di Paolo Ruffini. Dopo il tour teatrale che ho fatto da solo, abbiamo pensato fosse il caso di portare “La Zanzara”, trasmissione che conduco avendo un contatto tra alcuni personaggi ed il pubblico. L’idea non è nata per fare soldi bensì offrire un prodotto diverso. Ho scelto come tappa Napoli perché è una città importante del Sud per cui, molta gente del meridione, può venirci a vedere. Non a caso abbiamo scelto anche Bari come altra città del Sud. Non ho pensato Napoli per fare casino, non è il mio intento. L’ho fatto perché ci sono molti ascoltatori nostri della Campania e per permettere a tanti meridionali di venirci a vedere al Palapartenope”.
Come hai reagito alle proteste annunciate sui social contro il tuo spettacolo e cosa rispondi a chi sostiene che, una parte del tuo reddito, è dovuto ai napoletani
“Quest’ultima è una stupidaggine colossale perché sulle cose che accadono a Napoli dedico un centesimo del lavoro che faccio in radio. A lungo non ho parlato né della città né degli avvenimenti che la coinvolgevano. Le proteste sono legittime, mi fanno anche piacere, significa che smuovo qualcosa nel cervello o forse nelle viscere di qualcuno. Poi le accuse che mi fanno sono ridicole, in qualche caso patetiche ed incomprensibili per certi versi. Tacciarmi di anti-meridionalismo è una cosa senza senso. Ognuno però può fare quello che vuole, se vogliono fare una manifestazione la facessero”.
Nel 2018, quando Napoli e Juve si stavano contendendo lo scudetto, dicesti del solito piagnisteo e vittimismo napoletano per lo scudetto perso in albergo. Ricevesti molti insulti ed attacchi. Proprio nel 2018, il sindaco De Magistris istituì lo sportello “Difendi la città” contro chiunque diffamasse Napoli o la denigrasse: tu sei mai stato citato da questo sportello?
“Non sono mai stato chiamato da quello sportello, era un’iniziativa senza senso tanto che il nuovo sindaco di Napoli non l’ha continuata. Non ho mai insultato nessuno casomai sono gli altri che insultano me di continuo. Ho semplicemente ironizzato su qualcosa, ho detto che quello scudetto del Napoli non era stato perso in albergo come si diceva a quei tempi ma sul campo. Ho criticato le iniziative di alcuni signori che pensavano di denunciare la Juve non so in quale sede, una cosa senza senso. Ho sempre criticato il vittimismo napoletano tanto che poi i fatti mi hanno dato ragione con gli azzurri che sono riusciti a vincere due scudetti in tre anni. Si vince quando le cose si fanno bene. Se non si vince non è colpa di arbitri o del potere del Nord”.
Tra l’altro, potrai anche smentirmi, per la chiusura di ogni puntata della “Zanzara” utilizzi sempre la famosa frase “Italiani!”. Una battuta presa dal film “Gli onorevoli” del grande Totò
“Assolutamente. Il finale è ispirato a Totò. Ma da parte mia non c’è nulla…Poi magari posso ospitare persone che dicono cose tremende nei confronti di Napoli, di altre città del Sud…Anch’io sono stato in conflitto con qualcuno quando dissi che Foggia e Catanzaro erano città agghiaccianti dal punto di vista estetico. Sono piccole cose che non possono suscitare di alcuni siti o personaggi perché loro sono una cosa, Napoli invece è altro. Per fortuna Napoli è fatta di tante altre realtà e persone che se ne fottono di uno spettacolo”.
Che idea ti sei fatto di Spalletti alla Juve con il tatuaggio del Napoli sul braccio?
“Secondo me, uno non dovrebbe farsi tatuare delle cose che poi restano e che magari, alcuni ambienti, sono difficili da sopportare. Credo però che le sue parole sul fatto che non avrebbe mai allenato un’altra squadra di club siano state equivocate. In generale sono sempre scettico sulle dichiarazioni di fede assoluta o sul fatto che una persona si prometta per l’eternità ad una squadra. Mi hanno sempre fatto un po’ ridere, mi hanno fatto pensare che siano cose per attirare la simpatia della gente ma che poi, in realtà, di fronte alla professione e lavoro tramontano subito”.
Il Comune di Napoli ha dato la cittadinanza onoraria a Spalletti. Tu cosa ne pensi, in generale, delle cittadinanze onorarie date ad allenatori o calciatori?
“Le cittadinanze onorarie penso siano inutili. Però, detto questo, una città può rendere un tributo a protagonisti della sua storia come in ambito sportivo in questo caso. Penso non ci sia stato nulla di male dare la cittadinanza onoraria a Spalletti posto che non ha alcun onere per lo Stato. Si tratta semplicemente di un titolo he viene dato ad una persona che ha contribuito alla storia calcistica della città come fu per Maradona. Spalletti ha riportato lo scudetto dopo tantissimi anni a Napoli. Poi, non sono un appassionato di cittadinanze onorarie”.
Nell’anno del terzo scudetto andasti in onda con la maglia del Napoli dicendo che te l’aveva regalata il presidente Aurelio De Laurentiis. Puoi svelarci qualche aneddoto?
“Ho un rapporto molto franco e diretto con il presidente De Laurentiis. Quando ero ospite fisso da Maurizio Costanzo, ci sentivamo. Costanzo era stato uno dei suoi punti di riferimento nel senso che quando Costanzo rimase senza lavoro, De Laurentiis cercò di farlo lavorare ma non si concluse la vicenda tanti anni fa. Ho un ottimo rapporto con la SSC Napoli ed il capo delle relazioni esterne. Ogni tanto mi hanno fatto omaggio della maglietta del Napoli come fanno con altre persone dei media. Tra l’altro vado sempre in vacanza a Madonna di Campiglio che si trova vicino a Dimaro. C’è sempre stato un incrocio tra me il Napoli come date, quest’anno ci siamo incrociati per due-tre giorni. Non ti nascondo che ho un rapporto diretto con la società, ho osservato da vicino di amministrare il club e l’ho sempre elogiato. De Laurentiis lo sta amministrando benissimo, i due scudetti in tre anni parlano chiaro. Ho difeso il presidente quando veniva attaccato da un gruppo di tifosi del Napoli. De Laurentiis non merita la cittadinanza onorario, merita una specie di monumento da parte dei tifosi azzurri: è stato l’uomo della rinascita”
Questione stadio Maradona: ADL ha ribadito che è un ‘semicesso’. Tu cosa ne pensi?
“De Laurentiis ha fatto benissimo a dire quelle cose sul Maradona definendolo in quel modo. Credo che la situazione sia quella che descriva lui. Oggi è impossibile trattare con un Comune per fare business su uno stadio. De Laurentiis fa benissimo a cercare soluzioni alternative. A mio parere, il Comune dovrebbe vendere lo stadio al Napoli, forse darglielo quasi a titolo gratuito. Mi sembra che in tutti questi anni ci siano stati più ostacoli che altro sulla gestione dello stadio. Per cui, spero che De Laurentiis riesca a costruire un suo stadio e poi certo sarà un problema per il Comune di Napoli”.
Da appassionato di calcio cosa ha rappresentato Diego Armando Maradona per te e se poi hai avuto modo di chiarire con Diego Jr delle frasi che ti erano state attribuite
“Ho litigato con Diego Jr in televisione e poi in radio perché aveva interpretato male alcune mie dichiarazioni. Sono un libertario, ognuno può fare quello che vuole con la sua vita: non ho mai attaccato nessuno perché si facesse di questo o di altro. Figuriamoci se potevo attaccare uno come Maradona. Ognuno ha gli idoli che vuole, si sceglie gli idoli. Sono in generale contrario alle idolatrie nel senso che una persona possa essere brava in tutti i campi. Maradona è stato un enorme calciatore, non devo di certo dirlo io. Nella vita avrà commesso qualche errore come tutti, ma non posso essere io a criticare quello stile di vita. Diego ha segnato i miei 20 anni di vita, un calciatore che ammiravo da lontano. Ha vinto anche poco per quello poteva vincere e doveva vincere un calciatore come lui. E’ stato poi vittima di una specie di congiura dei potenti del calcio per farlo fuori oltre che di sé stesso”.
Il quarto scudetto del Napoli ha anche un pezzo della tua Lazio. Il coro Pedro, oltre che in Curva Nord, è diventato iconico anche qui
“Pedro, Pedro Pedro (canta ndr)…La Lazio era in corsa per la Champions League e ha fatto i suoi interessi in quel giorno. La cosa curiosa è he la Lazio, per due volte, ha impedito all’Inter di vincere lo scudetto”
Come ti spieghi che il murale di Maradona sia tra le mete più visitate d’Italia?
“Devo dire che è stata una cosa geniale intitolare una piazzetta di Napoli ad un giocatore di calcio facendolo diventare un luogo di culto con quel murale. Poi, all’interno di questa idea geniale, ci sono delle irregolarità o abusivismi di vario tipo come tutte le cose. L’idea di dedicare un pezzo di Napoli a Maradona è stato geniale”.
Da comunicatore cosa ne pensi delle ultime dichiarazioni di Conte e del tweet di De Laurentiis?
“Qualche volta Conte è anche incomprensibile nelle sue uscite, non si capisce se sono concordate con la società o sono robe sue. Secondo me, sono robe sue. Sembra quasi debba avere sempre l’ambiente surriscaldato, sulla graticola, stressando anche i calciatori. Qualcuno ha già parlato di exit strategy, si diceva lo stesso un anno fa, ma non credo sia così. Per esempio, mi piace più il modo di comunicare di Chivu rispetto a quello di Conte che tiene sempre in tensione tutti. Credo che chiamare morto una squadra non faccia piacere ai calciatori, poi magari funzionerà per dare una scossa formidabile. Non credo però uno possa essere contento se viene classificato come morto. Credo nessun calciatore scenda in campo con la volontà di non dare il massimo”.
Ho un sogno, vedere una volta De Laurentiis accanto a te a “La Zanzara”…
“Guarda che venne più di dieci anni fa in una “Zanzara” che ora non c’è più. Però magari ricapita, ne sarei contento anch’io”.
Quanto perdi come materiale audio e video senza il ‘governatore del mondo’, come ami definirlo tu, Vincenzo de Luca?
“De Luca non morirà mai da questo punto di vista. Spero possa diventare il segretario del Partito Democratico. Certo è che il 23 finisce il mito del governatore del mondo che per 8 anni ci ha fatto godere come pazzi con le sue dirette. Spero non finisca questo tipo di comunicazione diretta, verace ed anche un po’ teatrale di De Luca che spero dia l’assalto al PD”.
Il tuo messaggio ai napoletani
“Al di là di alcuni personaggi che mi dipingono come razzista verso Napoli, io non ho nulla. Per esempio, nel mio pezzo comico dal nome “In quale città?” dove menziono le targhe polacche o la banda dei rolex, non lo dico io, hanno un’origine che è quella. Poi, non è che Napoli è identificata in quello né io la identifico in quello: Napoli è fatta di tantissime realtà”.
Anche perché poi, leggevo qualche giorno fa la classifica de “Il Sole 24 Ore”, Milano e Roma sono ben davanti a Napoli come furti e rapine
“Milano in questo momento è una città molto più pericolosa di Napoli dal punto di vista di rapine e furti anche se bisogna differenziare tra quelle denunciate e quelle no. Però, oggi ci sono città oggi che sono più pericolose di Napoli”.
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