Benitez e De Laurentiis, un patto per il 2015: due segnali forti ai tifosi del Napoli, aspettando la resa dei conti

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Benitez e De Laurentiis, un patto per il 2015: due segnali forti ai tifosi del Napoli, aspettando la resa dei conti

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di Claudio Russo – twitter:@claudioruss 

Chissà a cosa avrà pensato Rafa Benitez, in questi cinque giorni nella sua maestosa villa, Lindisfarne, a Wirral nel Merseyside, nei pressi di Liverpool. Passeggiando in giardino oppure di piano in piano nella sua magione, in compagnia di sua moglie Maria e delle sue due figlie Claudia e Agata, i tre pilastri della sua vita fuori dal calcio che vede poco per via della lontananza. 

Ci ha tenuto ad augurare Buon Natale ai tifosi del Napoli, dedicandogli la vittoria in Supercoppa. Avrà scambiato gli auguri con il suo DS Riccardo Bigon, con il suo numeroso staff pronto a seguirlo ovunque, con diversi giocatori. Avrà parlato con Aurelio De Laurentiis, il suo presidente: gli auguri, qualche convenevole, ma alla fine il discorso sarà finito sempre lì: come migliorare il Napoli? E in che modo? 

Ovviamente, si sarà parlato di mercato. Nessuna dichiarazione di Benitez alla stampa, in tutti i mesi in cui gli è stato chiesto di qualche giocatore accostato. Non si è mai sbottonato, nemmeno quando gli è stato chiesto quali fossero le due squadre di cui ha rifiutato ghiotte offerte negli ultimi tempi. Un club e una nazionale, nulla più. Però con De Laurentiis è ovviamente diverso, si sarà parlato di Manolo Gabbiadini e di Ivan Strinic e magari di qualche altro colpo, se possibile. 

Magari han parlato anche di contratto, di rinnovo, di un accordo in scadenza a giugno che al momento ha su di sè un enorme punto interrogativo. Benitez ha delle sue richieste, De Laurentiis ha dei suoi paletti che intende rispettare. Ma è una situazione che, forse, lascerebbe tutti scontenti: immaginate un addio in cui da una parte c'è l'allenatore, di cui si parla come prossimo selezionatore della Spagna nel 2016, che resterebbe a Napoli per sfidare ancora se stesso e gli avversari, per dimostrare che è possibile vincere con mezzi economici inferiori. 

E dall'altra un presidente voglioso di vincere, ma con l'ambizione (ed il limite strutturale, leggendo il bilancio) di farlo con finanze economiche limitate e qualche parolina di troppo che prima fa eccitare e poi confonde e delude i tifosi (anche se, quando parlò di scudetto, fu quasi obbligato: se avesse parlato di secondo-terzo posto sarebbe stato etichettato come un 'senza ambizione' dai tifosi). Un De Laurentiis che prima parla di progetto-Napoli senza Rafa e poi lo definisce un gentiluomo. 

Non è la situazione migliore per imbastire discorsi sul rinnovo o altro. Rafa ci ha abituato al suo pensiero: partita dopo partita, giorno dopo giorno. E allora meglio concentrarsi su Manolo Gabbiadini e su Ivan Strinic. Due calciatori pronto uso già all'inizio del 2015. Tanta roba, direbbe qualcuno. Di certo sono due segnali forti da parte di De Laurentiis a Benitez, e di entrambi alla platea di tifosi azzurri. Il Napoli, fino alla fine, lotterà per il terzo posto, per una Coppa Italia da difendere da campioni uscenti e per una Europa League che, con la finale di Varsavia, ha profumo di Champions. Aspettando il discorso sul rinnovo, quando ci sarà una 'resa dei conti' tra i due. 

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