La risposta da Largo Maradona: "Nessun controllo da Municipale o autorità, se istituzioni non ci aiutano non lo riapriremo più"

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La Polizia Municipale di Napoli ha sequestrato tutto il materiale presente nella zona dove si trova il murale di Maradona, ai Quartieri Spagnoli. Sono stati sequestrati magliette e gadget mentre è stata coperta la cappella dove si trovano i cimeli e le statue dedicate all'ex campione del Napoli.

Sui social la risposta dei gestori di Largo Maradona:

"L’area di Largo Maradona, in quanto proprietà privata, è stata chiusa per nostro volere e non da autorità o altri enti.
Purtroppo, le istituzioni non ci hanno ancora dato la possibilità di ottenere un permesso che ci consenta di operare regolarmente tutto il giorno, in quello che grazie al lavoro e alla dedizione di mio padre e della mia famiglia è diventato il luogo più iconico e visitato di Napoli.

Noi siamo i primi a rispettare le leggi e a lavorare in regola:
• paghiamo le tasse,
• siamo iscritti a INPS e Camera di Commercio,
• la nostra merce è tutta fatturata,
• i nostri dipendenti sono assunti regolarmente.

L’unico problema è che possediamo una licenza itinerante, e quindi non possiamo restare fermi, poiché è l’unica forma di licenza che ci è stato possibile ottenere.

Per questo motivo, chiediamo ad alta voce alle istituzioni di aiutarci, di trovare una soluzione concreta che ci permetta di continuare a lavorare nel rispetto della legge.Perché se chiudiamo noi, non si ferma solo la nostra famiglia, ma si spegne un intero quartiere.

E stavolta, Largo Maradona non lo riapriremo più per scelta nostra"

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