24-03-2022
18:40
Era la stagione 1984/85, la prima di Diego Armando Maradona con la maglia del Napoli. L'entusiasmo in città era alle stelle per l'arrivo del calciatore più forte del momento, così erano grandi le attese e le speranze presto disattese dai risultati che arrivavano dal campo.
Prima della sosta invernale quel Napoli di Bertoni, Bruscolotti, Castellini, Caffarelli e guidato da Rino Marchesi, aveva ottenuto soltanto due vittorie contro Como e Cremonese, poi sei sconfitte e cinque pareggi. Tredici giornate che servirono per certificare una crisi e la delusione dell'ambiente partenopeo che si aspettava tanto, o almeno di non lottare nella zona retrocessione.
Il primo Napoli di Diego stentava parecchio. I primi mesi 'maradoniani' non furono semplici e la sconfitta per 2-0 in casa della Juventus fu la spinta definitiva verso la decisione societaria di mandare la squadra in ritiro a Vietri sul Mare. Qualcosa però non andò nel verso giusto, qualcuno non accettò di andare in ritiro e si trattava proprio di Diego Armando Maradona.
Dopo la sosta invernale, al rientro del campionato in gennaio bisognava dare un segnale forte. Prima del match con l'Udinese fu imposto il ritiro. Il resto della squadra aveva accettato la decisione avallata anche dall'allenatore Rino Marchesi ma Maradona era contrario.
Non ebbe timore di opporsi e parlare prima col presidente Ferlaino e poi di confrontarsi con il resto della squadra.
Di quel confronto è tornato a parlare pochi giorni fa il presidente Corrado Ferlaino, in occasione della presentazione del libro 'Napoli, i grandi campioni' scritto da Valter De Maggio.
In pratica Corrado Ferlaino ha confessato che stava per mandare via dal Napoli Diego Armando Maradona dopo soli cinque mesi. Le strade si sarebbero divise in così breve tempo: invece si è poi passati dalla possibile rottura ad un momento di svolta epocale per la storia del club.
Proprio dal ritiro di Vietri il club ha iniziato a costruire i suoi successi nella seconda metà degli anni ottanta. L'ex presidente del Napoli si è così soffermato a ricordare quel confronto con Maradona che si opponeva a quel ritiro:
"Non voleva il ritiro perchè in quel periodo frequentava una donna dello spettacolo, voleva raggiungere un'attrice.
Io gli dissi con chiarezza che se non fosse andato con la squadra in ritiro lo avrei costretto a fare le valigie.
Gli dissi: se non vieni in ritiro non giochi più.
Rischiai a prendere a muso duro Maradona, perché se Diego fosse andato via mi sarei messo contro la piazza a pochi mesi dal suo acquisto che aveva fatto impazzire i napoletani. Ma bisognava far rispettare le regole".

Quel confronto scosse un po' tutto l'ambiente e non rimase immune il resto della squadra. Fu una spinta ad un ulteriore confronto di Maradona stavolta con lo spogliatoio. Come ricordava il difensore Beppe Bruscolotti in una intervista al Mattino:
"Ricordo la nostra famosa fuga a Vietri. Eravamo in zona retrocessione e giocavamo male.
Si avvertiva l’esigenza di un chiarimento che finalmente avvenne. All’inizio Diego rimase a casa.
Non avrebbe avuto senso continuare quel ritiro senza di lui.
Dovetti convincerlo e lui si presentò in albergo dopo due giorni. Fu quella la prima pietra del Napoli da scudetto».

Maradona vs Bagni
Ci fu un confronto tra il Pibe de Oro e i compagni di squadra, che in molti riconobbero come leader del gruppo.
E poi un chiarimento, per altri una discussione molto accesa, con un altro leader del gruppo, ovvero Salvatore Bagni.
Non c'era totale sintonia tra i due nei primi mesi, c'era qualche ostacolo da superare come sostenuto di recente dallo stesso Bagni in una intervista a Radio Marte :
“Il ritiro a Vietri fu importante, ma i ritiri di una volta erano diversi, non c’erano tutte le cose che ci sono oggi. Il ritiro aiuta se tutti si aprono e dipende dal carattere e dal coraggio delle persone.
Non è semplice aprirsi e dire cose scomode davanti a qualcuno. Però se si vuol migliorare bisogna essere uomini e non avere timore, bisogna dirsi tutto, ma davvero tutto. Dopo quel ritiro i risultati divennero positivi e non fu casuale.
Non fu una lite tra me e lui, ne hanno dette tante su quella riunione.
Ci fu una discussione in cui chiarimmo delle incomprensioni e ci dicemmo le cose in faccia.
Tra le cose che si dicevano c’era anche quella per cui io non passavo il pallone a Maradona, ma era una stronzata visto che lui era quello che ci faceva vincere le partite.
Quando le cose vanno male, uno ascolta tutti. Quella sera si costruì il Napoli che venne dopo“.

A chiarimento avvenuto, ritiro terminato restava la prova del nove: la risposta del campo. La domenica successiva contro l'Udinese il Napoli vinse per 4-3 su un campo che era un pantano: doppietta di Bertoni e doppietta di Maradona.
Da quel momento in poi il Napoli per le restanti 17 partite perse in una sola occasione, inanellando diverse vittorie esaltanti e concludendo la stagione all'ottavo posto.
Maradona fu il capocannoniere di quel Napoli che rinacque da quel ritiro di Vietri, e che in tanti individuano come spartiacque che portò alla costruzione del Napoli scudettato degli anni successivi.
12/04/26, 11:45
Redazione
12/04/26, 17:30
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