Chiariello: "Mazzarri uomo triste, con squadra triste. Calzona ha coraggio da vendere"

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Chiariello: Mazzarri uomo triste, con squadra triste. Calzona ha coraggio da vendere

L'editoriale di Chiariello dopo Napoli Barcellona 1-1

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, Umberto Chiariello è intervenuto con il suo editoriale.

“Ho citato tante volte negli ultimi mesi Don Abbondio, addirittura ho soprannominato Mazzarri Don Abbondio. Il coraggio non è solo questione di DNA e di indole, ma anche di vita. C’è gente paurosa, timida, pavida, che per esperienze di vita diventa coraggiosissima. C’è gente che invece si scopre improvvisamente pavida e con delle paure. Quindi è anche una questione di esperienze. Mazzarri calcisticamente non è mai stato un cuor di leone, è stato sempre uno che ha pensato prima a proteggersi. Non è un errore, è un modo di ragionare che ha un suo perchè. Ancora oggi ci sono tecnici come Allegri e Mourinho che hanno questo credo. Buttarsi all’attacco scriteriatamente è un po’ da Don Chisciotte, da chi non ha in conto equilibrio. Ma tra questi due estremi ci sono anche altri modi di ragionare. Mazzarri non è mai stato un cuor di leone tatticamente parlando, però era un uomo che trasmetteva energia. Il suo primo Napoli non era pauroso o pavido. Mazzarri di oggi è un uomo segnato dalla vita, un decennio di insuccessi che sono stati una botta terrificante alla sua autostima. E’ un uomo segnato da una serie di insuccessi, pensava di diventare un top allenatore a livello mondiale. La picconata alla sua autostima è stata tanta. Tutto questo in campo si è visto. Un uomo provato, una squadra provata. Un uomo triste, una squadra triste. Un uomo che pensa a non prenderle, una squadra che non segna. Era giocoforza necessario cambiare passo.

Arriva Calzona. Mettiamoci un attimo nei suoi panni: io sono il secondo da una vita di uno che non lascia spazio a nessuno come Sarri con cui ha collaborato anni e anni. Un sodalizio durato anni e mollato nel 2018 da Sarri per andare al Chelsea. Si ruppe quel rapporto, lui aveva un’importanza notevole nello staff di Sarri ed era più di un secondo ma era nel suo cono d’ombra. Ha provato con Di Francesco, è stato con Spalletti, altra personalità ipertrofica. Ha assorbito tutto. E’ andato a fare il ct di una nazionale, chiamato da Hamsik. Ma chi glielo faceva fare di venire a Napoli? Ma perchè? Era bella sua confort zone, guadagna, è considerato a Bratislava quasi un mito: gli conveniva venire? Sono stato l’oscuro secondo per tanti anni, adesso avere il bastone del comando credo sia il sogno di qualunque e per questo ha accettato. E ci sta. A 55 anni si prende quello che non aveva mai avuto nella sua vita. Ti tocca il Barcellona all’esordio, roba da far tremare i polsi. Non hai neanche tempo di conoscerli tutti i giocatori, ti affidi ai tanti che già conosci. Metti Cajuste vicino ad Anguissa: discutibile, ma la rosa quella è in Champions dopo le scelte folli fatte dalla società. A quel punto ci mettiamo nei panni di Calzona? Il Napoli è sotto 1-0, ha rischiato l’imbarcata nei primi 30’ perchè il Barcellona ci ha dominato in lungo e in largo e ci ha tenuto a galla Meret, quello che per tanti è scarso. Chiedete scusa ad Alex Meret e lavatevi la bocca.

Chi si prende una rogna in una situazione del genere? Chi si va ad inimicare i giocatori più importanti della squadra appena arrivato? Invece Calzona fa diversamente. Politano sta giocando male ma sta dando l’anima, invece Kvara non tocca palla. Non mi importa che si chiama Kvara e lo sostituisco e inserisco Lindstrom. Garcia era stato criticato, ma aveva messo Zerbin. Mazzarri idem. Lindstrom, giocatore vero. Osimhen cambiato. Uno pensa sia pazzo a toglierli tutti. Con il Barcellona ha tolto Kvara e Osimhen. Ha chiuso la partita con quattro attaccanti. Ha fatto entrare Traore, Lindstrom, Raspadori e Simeone. Il Cholito è rinato, improvvisamente è tornato il giocatore vivace dell’anno scorso. Stava per fare il gol della vittoria con quella zampata.

Nel finale abbiamo rischiato di perderla con quattro attaccanti, ma anche di vincerla. I problemi ci sono tutti: il Napoli ha fatto un tiro in porta. E’ stato sommerso dal Barcellona per 30 minuti, tatticamente la squadra è ancora devastata, Cajuste e Anguissa insieme sono inguardabili. Però nel secondo tempo si è visto Anguissa e quando gira il motore del Napoli cambia. Il Napoli ha ancora milioni di problemi, però da ieri sera abbiamo capito che c’è un uomo che a Don Abbondio l’ha lasciato nelle pagine del Manzoni perchè lui ha coraggio da vendere. E’ un buon punto di partenza”.

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