Visnadi su CM.com: "Il Napoli gioca, la Juve vince: una barzelletta la teoria della squadra ritrovata"

Le Interviste fonte : Gianni Visnadi - Calciomercato.com
Visnadi su CM.com: Il Napoli gioca, la Juve vince: una barzelletta la teoria della squadra ritrovata

Il Napoli gioca, la Juventus vince e torna almeno per un giorno in testa al campionato. Vedremo cosa farà l’Inter contro l’Udinese. Il Napoli gioca un tempo molto bene, il primo. Attacca, insiste, schiaccia nella loro area i bianconeri. Ma non segna, clamoroso il flop di Kvaratskhelia davanti a Szczesny. Chiesa e Vlaohvic sono i primi difensori, sempre sotto palla e sempre loro a tampinare Lobotka, il regista di Mazzarri. La solita Juventus, per quanto non perfetta anche nel suo modo di interpretare le partite: solito 66% di possesso palla lasciato agli avversari. Il secondo tempo del Napoli è più disordinato, più di cuore che di testa, ma non basta la confusione per fare gol. La Juventus non perdona nemmeno stavolta, quando pure al Napoli lascia non solo il pallone ma anche più di un’occasione. Può sbagliare una volta quando attacca (Vlahovic), ma ti castiga alla terza (un’altra volta Gatti, di testa, in avvio di ripresa, Rrahmani colpevolmente distratto). Nel mezzo anche un palo di Vlahovic, che poi esce zoppicante (crampi o stiramento?). Serbo involuto e nervoso, pare ancora fermo al (doppio) rigore sbagliato a Monza.

Al Napoli i complimenti, agli altri i punti. Ormai sta diventando un’abitudine, per cui magari è quasi ora di finirla con la storia del Napoli ritrovato, prima che diventi una barzelletta. Ma ritrovato dove e da chi? Terza sconfitta in 3 partite, più l’exploit di Bergamo (contro una squadra che ha fatto 1 punto in 4 giornate), che evidentemente aveva fatto sturare troppo rapidamente il tappo delle illusioni. Due sgommate di Chiesa in due minuti a metà del primo tempo, la seconda è più spettacolare ma non produce nulla di concreto, giusto un calcio d’angolo. La prima efficacissima, perché offre a Vlahovic il pallone per sbloccare il risultato. Il serbo è lento, si gioca a cento all’ora, lui tocca una volta di troppo il pallone e pensa più del necessario, da lì un centravanti bravo normalmente è solo istinto. È poco meno che un rigore quello che Kvara sbaglia intorno alla mezz’ora. Un tiraccio alto, sull’uscita tempestiva di Szczesny, ultima risorsa per fermare il contropiede più classico, innescato dal lancione di Zielinski e perfezionato dal controllo e assist di Osimhen, inutilmente contrastato da Gatti, unico baluardo di Allegri, oltre al portiere. Mai in stagione la Juventus si era fatta sorprendere così da un avversario. L’errore di Kvara resetta quelli bianconeri e annuncia quale sarà poi l’esito finale. Prima dell’intervallo c’è un’altra grande occasione per il Napoli, sventata da Szczesny con un riflesso prodigioso sul tiro ravvicinato di Di Lorenzo, peraltro in posizione sospetta. Il portiere polacco farà un errore clamoroso dopo il vantaggio bianconero, sbagliando il rinvio e favorendo il gol di Osimhen. Buon per lui e per la Juve che il centravanti fosse in fuorigioco, più casuale che altro. Errore (e qui anche gol) di nuovo cancellato. In crescita Osimhen, ma ancora lontano dal centravanti da scudetto che è stato l’anno scorso. Bene Chiesa, anche se sempre senza gol. La Juventus ha l’attacco potenzialmente più forte della serie A, nemmeno Inzaghi ha 4 giocatori complessivamente forti come quelli di Allegri. Eppure anche stavolta ha deciso un difensore. Dimmi come giochi senza dirmi come giochi. Basterà? Finché vince, ad Allegri va bene così.

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