"Uno scambio con Maradona", Mancini: "Mantovani mi fece uno scherzo sul Napoli di Diego! Un dono di dio vederlo giocare"

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Uno scambio con Maradona, Mancini: Mantovani mi fece uno scherzo sul Napoli di Diego! Un dono di dio vederlo giocare

Ultime notizie Napoli - Roberto Mancini parla di Diego Armando Maradona e di uno scherzo di Mantovani: "ipotesi scambio"

Ultime notizie calcio Napoli - La Nazionale italiana del CT Roberto Mancini torna a giocare allo stadio Maradona, il prossimo 23 marzo ore 20:45. A Fuorigrotta si giocherà Italia-Inghilterra, primo match di qualificazione ad Euro 2024. La Nazionale riabbraccia Napoli, e lo fa in un momento particolare: è la prima gara dopo il mondiale del Qatar ed è la prima volta dopo la scomparsa di Gianluca Vialli.

Roberto Mancini su Maradona

L'edizione oggi in edicola de Il Mattino di Napoli ha intervistato il CT dell'ItaliaRoberto Mancini. Tantissimi temi in una lunghissima intervista che vi consigliamo di leggere integralmente sul quotidiano. Ma ecco alcuni estratti su Maradona:

Mancini, giochiamo sui suoi ricordi quasi di infanzia. 4 aprile 1982, le dice qualcosa questa data?

«L'emozione dello stadio gigantesco, 16 anni e mezzo e sono titolare nel Bologna che affronta il Napoli. A quei tempi, gli spalti erano sempre pienissimi a Fuorigrotta, sapevi di dover fare i conti con quella passione senza fine da parte dei napoletani ed era una cosa che pesava. E mi sa, che quella volta perdemmo...».

Maradona con Roberto Mancini

Esatto. 2-0. E il suo primo gol al San Paolo?

«Con un po' di fatica ma mi viene in mente quel tiro dal limite che consentì alla mia Sampdoria di pareggiare 1-1. Quel Napoli, era il 1984, si salvò a fatica. Poi dopo pochi mesi arrivò Diego Maradona».

Ha avuto mai l'occasione di giocare con lui?

«Una volta Mantovani, forse scherzando, mi disse che Ferlaino lo aveva chiamato per chiedere di me e di portarmi a Napoli. E che lui rispose: "Certo te lo do, ma a patto che facciamo uno scambio con Diego"».

L'ultima maglia del Napoli Maradona l'ha regalata a lei. Cosa ha rappresentato Diego?

«Giocò con noi a Genova prima di lasciare l'Italia, per tutti noi è stato tra i più grandi campioni del mondo. È stato un dono del dio del calcio vederlo ogni domenica giocare in Italia per così tanti anni, nel nostro campionato. Lui era perfetto per Napoli e il Napoli era perfetto per lui».

Il supergol con la Sampdoria nel 1990 al San Paolo è uno dei più della sua carriera?

«Sicuramente tra quelli speciali. Anche perché il Napoli quella partita la dominò per tutto il primo tempo e noi in tre minuti segnammo due gol. Gli azzurri erano campioni d'Italia in carica, erano fortissimi, ma quello era un anno magico per noi. E alla fine in contropiede arrivò anche quella mia rete».

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