Bruscolotti: "Ai tempi del colera nessuno voleva giocare contro il Napoli, vincemmo una partita a tavolino col Genoa..."

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Bruscolotti: Ai tempi del colera nessuno voleva giocare contro il Napoli, vincemmo una partita a tavolino col Genoa...

Bruscolotti racconta il calcio ai tempi del colera a Napoli

Ultimissime calcio S.S.C. Napoli. Giuseppe Bruscolotti, ex difensore e capitano del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dell'edizione odierna de La Repubblica. Si è soffermato anche quando nell'estate 1973 visse, come tutta la città, l’epidemia di colera. "Nessuno voleva giocare contro il Napoli, temevano l’infezione. Dovevamo affrontare il Genoa in Coppa Italia, ma la Giunta regionale della Liguria disse no. E vincemmo noi a tavolino. Ci sentivamo isolati, poi il Genoa decise di organizzare un'amichevole a Marassi per raccogliere fondi a favore dei malati di colera. Fu un segnale forte. Il gemellaggio per me nacque proprio dopo il gesto del Genoa. Apprezzammo molto questa dimostrazione. Noi calciatori non c’entravamo nulla con il virus. Capisco pure le preoccupazioni e i timori della gente, ma per un periodo ci evitavano senza nessun motivo: era brutto essere considerati appestati. Vorrei comunque fare una precisazione".

Differenze tra Colera e Coronavirus secondo Bruscolotti. "La situazione di allora non è paragonabile a quella attuale. Il colera era circoscritto e fortunatamente non durò moltissimo. Bastava rispettare alcune norme igienico-sanitarie, ma la vita quotidiana non subì troppe restrizioni. I bar, ad esempio, non erano chiusi. Nello spogliatoio eravamo attenti a rispettare le prescrizioni, ma potevamo andare al ristorante. Il nostro era a Santa Lucia. Ora dobbiamo restare isolati a casa".

Il calcio ha deciso di fermarsi. "Ci ha messo molto tempo. Forse anche troppo. Purtroppo il coronavirus è ancora in fase acuta, i casi stanno aumentando in tutto il mondo e il calcio non poteva essere esente dal contagio. Bisognava dire stop molto prima. Si è sottovalutato il problema? All’inizio sì, questa emergenza era stata presa un po’ sottogamba. Adesso anche il nostro mondo se n’è reso conto".

Il Napoli dovrebbe continuare ad allenarsi, però. "Sinceramente è una scelta che non capisco. Si deve condividere uno spogliatoio, ci sono tante persone assieme, a volte non è facile mantenere la distanza di sicurezza, quindi mi fermerei. Meglio lavorare a casa, tanto non è chiaro il rientro in campo. Il calcio è uno sport meraviglioso, ma la salute di tutti è la nostra priorità".

Giuseppe Bruscolotti, ex capitano della SSC Napoli
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