Tarallo: "Calzona potrebbe essere la cura a questa malattia, agli errori del presidente"

Le Interviste  
Tarallo: Calzona potrebbe essere la cura a questa malattia, agli errori del presidente

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli di Sarri e Calzona. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Calzona sarà il terzo allenatore della stagione del Napoli: cos'ha sbagliato il club nel post Scudetto? "In primis la scelta del primo allenatore, Garcia, mentre Mazzarri è solo una vittima della prima scelta sbagliata. Ha subito ciò che non meritava. La scelta di Calzona potrebbe essere la cura a questa malattia, agli errori del presidente che ha ammesso di averne commessi ma fino ad ora non aveva fatto nulla per risolvere. Questo mi sembra un vero momento di svolta, non il copia-incolla proposto da Mazzarri. Oltre agli assetti tattici bisogna fare un travaso dalla mente al cuore, ed evidentemente a Walter non è riuscito. Basta con le chiacchiere, bisogna ritornare al 433".

Tu sei stato nello staff di Sarri con lui: cosa porterà al Napoli? "Conosco benissimo Ciccio, riporterà il 433 di Sarriana memoria. Lui è l'alter ego di Sarri. La fortuna di Maurizio è stata proprio lui che, con Bonomi, hanno composto uno staff elitario".

Il comportamento del Napoli nei confronti di Mazzarri è stato giusto? "Si poteva fare meglio, anche ieri. Fargli condurre l'ultimo allenamento sapendo che sarebbe andato via, non è bello a livello umano. Per me è più importante l'aspetto umano che quello sportivo. Mazzarri andava esonerato prima oppure tenuto, non di certo a 48 ore da una gara di Champions che segnerà la sua carriera ed i suoi ricordi. La sfida al Barcellona avrebbe potuto dare nuova linfa alla stagione, anche se per me non doveva proprio essere preso Mazzarri. Una volta commesso l'errore, andava esonerato subito oppure tenuto e difeso. Io avevo pronosticato un esonero dopo poche gare, è durato anche troppo".

Quale deve essere l'obiettivo del Napoli in quest'ultima parte di stagione? "Fino alla gara col Genoa ero convinto che il Napoli non avrebbe raggiunto il quarto posto, perché Atalanta e Bologna meritano di più. La rincorsa non dipende solo dagli azzurri ma anche da chi sta avanti. Atalanta e Bologna hanno lo stesso top player che aveva il Napoli di Spalletti: il gioco. Sono certo che se a Calzona verrà dato tempo, riuscirà a far esprimere anche lui gli azzurri a certi livelli. Si può puntare al massimo al quinto posto, per la Champions League credo sia finita".

Le condizioni poste dalla Federazione Slovacca non sono troppo stringenti? "Calzona è venuto a fare il traghettatore, ed è l'unico neo di questa situazione. Io lo avrei preso prima, molto prima. Oggi è solo una pezza ad un buco fatto prima da Garcia e poi da Mazzarri. Con Ciccio andava aperto un ciclo subito dopo l'addio di Spalletti".

Come faranno i ragazzi ad essere concentrati sul Barcellona, domani? "La Champions è già di per sé una grossa motivazione, l'urlo del Maradona ce lo ricorda sempre. Poi c'è la necessità di dover fare una cosa che fino ad oggi non è stata fatta, ovvero onorare la maglia del Napoli. Quale migliore occasione se non una sfida così prestigiosa, nella competizione europea più importante, contro uno dei club più titolati al mondo? Mi aspetto molto dai ragazzi, perché ora non hanno più alibi".

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