Prandelli: "Avete visto il Napoli in Champions? Travolto dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare!"
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Ultime notizie SSC Napoli - Cesare Prandelli, ex ct dell'Italia, ha rilasciato un'intervista alle colonne dell'edizione odierna di Repubblica, parlando anche dei partenopei di Allegri:
«Al nostro sistema mancano il coraggio e la pazienza di coltivare talenti come Tresoldi», sentenzia Cesare Prandelli. L’ex ct fa oggi si dedica ai suoi ulivi: «Ho finito adesso di fare l’olio», racconta con un sorriso che si spegne appena inizia a parlare del record negativo delle italiane in Europa.
Prandelli, quattro sconfitte nello stesso turno di Champions League: l’Italia non era mai caduta così in basso.
«La Champions è un torneo a parte, fuori scala per i nostri standard. È come correre contro delle vetture da Formula 1: troppo veloci, intense e imprevedibili. Avete visto il Villarreal contro il Napoli? La squadra di Allegri era partita bene, ma poi è stata travolta dalla sfrontatezza di chi non ha paura di osare».
La Roma si è illusa contro il Real.
«La Roma meritava di vincere. Se gioca sempre così, farà più strada delle sue rivali italiane, che invece sono un po’ in difficoltà. Mourinho è stato geniale nel rivoluzionare la formazione a gara in corso: questa è la chiave del calcio di oggi. Bisogna sfruttare al meglio le cinque sostituzioni, senza avere paura degli stravolgimenti. In Italia non l’abbiamo ancora capito».
Il Como di Fabregas vuole cambiare questa percezione.
«Fabregas merita un capitolo a parte, perché la sua è una vera rivoluzione. Per il Como è il primo anno in Champions: qualche sconfitta bisogna aspettarsela».
Tresoldi sarà un rimpianto per l'Italia?
«Il papà Emanuele, che ho allenato all'Atalanta, ha parlato di "riconoscenza". L'Italia ha scartato Nicolò, perché mancano pazienza e coraggio. La Germania, al contrario, lo ha coltivato. Spero ancora che Tresoldi scelga l'Italia».
Giusto riaffidare a Mancini la panchina della Nazionale?
«Roberto è coraggioso: convoca quei giovanissimi che in Serie A non vedrebbero mai il campo».

