Mediaset, Piantanida: "Mi sembrava assurdo quanto letto finora su Lukaku: non è quel tipo di calciatore"

Le Interviste  
Mediaset, Piantanida: Mi sembrava assurdo quanto letto finora su Lukaku: non è quel tipo di calciatore

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista. 
 
In questa esperienza con Gattuso, fino ad oggi chi è stato il top tra i calciatori convocati?
“Se mi chiede di tutta l’esperienza con Gattuso, quindi di questi mesi, senza dubbio Moise Kean. È tutto quello che cercavamo, tutto quello che desideravamo da anni, un attaccante così. Ha avuto qualche problema alla Fiorentina, non per colpa sua, ma in Nazionale è stato il migliore di tutti. Non è che avesse una concorrenza straordinaria, però ha dimostrato di sapersi prendere responsabilità: quando c’è da fare gol, lo fa e questo all’Italia serviva. Non siamo mai stati una Nazionale da attaccanti da 50-60 gol, quindi avere uno così è un piacere. Anche nelle difficoltà vede la porta, e questo fa la differenza.”
 
A questo punto voglio conoscere il suo parere sul flop dell’esperienza gattusiana: c’è stato un calciatore che l’ha delusa?
“È difficile parlare di flop totale. Ci sono stati giocatori che hanno fatto bene in alcune partite e meno in altre, come Di Marco o altri. Però non me la sento di indicare un nome preciso. Gattuso è stato bravo a limitare e nascondere le difficoltà. Alla fine è anche meglio così. Ha dato semplicità a un gruppo che arrivava da un momento complicato, dopo un Europeo 2024 deludente. Ha restituito coraggio e fiducia: anche quando le partite si mettevano male, la squadra ha sempre reagito.”
 
In molti dicono che Nicolò Barella è stato al di sotto delle sue possibilità in Nazionale. È d’accordo?
“No, le dico che paradossalmente ha giocato meglio in Nazionale che nell’Inter quest’anno. All’Inter ha fatto una stagione sotto le aspettative, mentre con l’Italia ha dato qualcosa in più. È chiaro che sta entrando in una fase diversa della carriera: non può più essere quello di cinque anni fa, sempre a correre e mangiarsi il campo. Però resta un top player, uno da 60-70 milioni, ed è ancora una spanna sopra gli altri.”
 
Passiamo al Napoli, Lukaku ha spiegato di essere rimasto in Belgio per fare riabilitazione. Possiamo definirlo una delusione della stagione?
“No, non me la sento di definirlo un flop. È un giocatore diverso, con un fisico diverso. Dopo un infortunio lungo come il suo è più complicato tornare in forma rispetto, per esempio, a Kevin De Bruyne. E poi attenzione: il suo gol a Verona può pesare tantissimo. In un campionato così equilibrato, quei punti possono valere mezzo scudetto. Quindi no, non è il problema del Napoli.”
 
Qual è stato il vero problema della stagione del Napoli?
“Gli infortuni. È qualcosa di assurdo per quantità. Non cerco giustificazioni, ma delle spiegazioni sì. Mi basterebbe che l’anno prossimo il Napoli abbia la metà degli infortuni, significherebbe che il problema è stato individuato e risolto. È chiaro che una parte di responsabilità può essere anche dello staff, ma è una gestione complessa. Resta il fatto che con tutti questi infortuni è difficile fare meglio.”
 
Secondo lei, il fatto che Lukaku sia rimasto in Belgio per curarsi avalla l’idea che ci sia qualche problema nello staff medico del Napoli?
“Non sbaglia e non sbaglia neanche quando dice che era tutto concordato. Mi sembra assurdo pensare che Lukaku vada via senza autorizzazione a questo punto della stagione. Non è quel tipo di giocatore. Probabilmente ha voluto gestirsi in un ambiente più comodo, anche alla luce di tutti gli infortuni che ci sono stati. Non ci vedo nulla di strano e non credo possa diventare un caso per il Napoli.” 
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