Mediaset, Piantanida: "Ho capito una cosa importante dopo il gesto di Contini"

Le Interviste  
Mediaset, Piantanida: Ho capito una cosa importante dopo il gesto di Contini

Il commento su Genoa-Napoli

Ultimissime Calcio Napoli- A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Il flop di quest’ultima giornata di campionato?
«Per me il flop è il regolamento arbitrale. Ormai ogni domenica sembra di giocare a uno sport diverso e non sappiamo più quali siano le regole. Non è una battaglia di una singola squadra o di un allenatore che si lamenta, come in questo caso Daniele De Rossi, ma è un problema che riguarda tanti allenatori. Sono convinto che anche Antonio Conte la pensi come De Rossi, quando dice che se un rigore non lo fischiano a te ti arrabbi, ha perfettamente ragione. Il problema è profondo. Così non possono andare avanti neanche gli arbitri, perché alla fine ne va della loro autorità, che in questo momento è praticamente pari a zero. Serve un regolamento chiaro, uguale per tutti. Gli arbitri non devono interpretare nulla, devono solo applicare le regole. Invece vediamo interpretazioni diverse su episodi molto simili e così non si può più andare avanti. Il vero flop è il regolamento, ed è un flop dell’anno».

Il problema è l’interpretazione del regolamento o il regolamento stesso?
«Il problema è proprio il regolamento. È talmente cavilloso e complicato che inevitabilmente viene interpretato. La colpa non è degli arbitri, perché così sarebbe facile dire che un arbitro ha sbagliato. In realtà l’arbitro non ha la possibilità di essere uniforme su certi interventi proprio a causa del regolamento, che peraltro continua a cambiare. Bisogna intervenire in fretta, perché qui è in gioco la credibilità di tutto il calcio, non solo di un singolo episodio. Con la stessa dinamica possono succedere due cose completamente diverse e questo uccide il gioco. Non piace ai tifosi e non piace a nessuno. È questo il vero problema».

Il top in questa giornata di Serie A?
«Io non posso non dire Federico Dimarco. Ne avevamo già parlato insieme, come tipo di giocatore è riuscito a sublimare qualità che già aveva mostrato. Qui siamo davanti a qualcosa di livello internazionale. La semplicità con cui Dimarco fa tutto è incredibile. Non avrei mai pensato che, arrivato a questa età e in questo momento della carriera, potesse raggiungere un livello così alto. Non ha senso fare paragoni, è lui che diventa il metro di paragone. Ormai sono gli altri che devono provare a somigliare a Dimarco».

I suoi flop di Genoa-Napoli?
«Il primo flop è Alessandro Buongiorno. Al di là degli errori singoli, il problema nasce dalla gestione. Fino alla partita di Udine giocava in maniera incredibile, poi dopo quella gara viene messo in panchina per la Supercoppa e da lì si perde. Io temo che il problema sia di autostima e di gestione della concorrenza. A Torino era il capitano ed il punto fermo, a Napoli è arrivato come giocatore importante, voluto da Conte, ma ora deve convivere con l’errore e con la panchina. Ha 26 anni, dovrebbe avere la personalità per reagire. Questi errori li fai solo se non ci sei con la testa, dalla Terza Categoria alla Serie A è sempre così. È una questione mentale. L’altro flop è Cornet. In particolare per l’intervento ingenuo che ha portato al rigore, in una partita che stai difendendo in area contro il Napoli, certe cose non le puoi fare. È un errore grave, da giocatore non ancora pronto per questo livello».

I suoi top di questa gara?
«Il mio top è Nikita Contini. C’è un’immagine bellissima e simbolica a fine partita, appena l’arbitro fischia la fine, Contini prende Buongiorno e lo trascina in mezzo al campo a festeggiare. Secondo me in quel momento Buongiorno capisce la gravità dei suoi errori vedendo lo sforzo che hanno fatto i compagni per vincere comunque la partita. Quello è un grande esempio di gruppo. Da quell’immagine io vedo che Buongiorno può essere recuperato, perché la squadra e Conte sono con lui. Queste immagini spiegano cosa vuol dire essere un giocatore fondamentale per lo spogliatoio, anche quando non giochi bene. Del Genoa cito Colombo, che viaggia verso la doppia cifra in campionato. Recupera palla, si fa quaranta metri palla al piede e poi bisogna fare gol e farlo bene. Io godo sempre quando segna un attaccante italiano e fa esplodere uno stadio. Poi, Scott McTominay. Il gol che ha fatto è un gol alla Lampard, da centrocampista che chiude gli occhi da trenta metri e calcia. Mi stupisce sempre di più per quanto sia cresciuto, è diventato un giocatore totale, fisico e decisivo. In questo momento è di un livello altissimo e per me è sempre tra i top».

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