Martino: "Il Napoli avrebbe sofferto le pene dell’inferno anche con una squadra di Serie B"

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Il commento di Carmine Martino

Notizie Napoli - Carmine Martino, storica voce di Radio CRC, commenta senza filtri la sconfitta del Napoli sul campo del Benfica, analizzando un ko che – a suo dire – era tutt’altro che inatteso. Durante “A Pranzo con Chiariello”, il radiocronista ha spiegato che il crollo degli azzurri è dipeso soprattutto da fattori fisici e mentali.

“Sconfitta inevitabile”: il pensiero di Martino

Martino non si nasconde e apre così: «Lo ammetto: il risultato di ieri sera tra Benfica e il Napoli me lo aspettavo», ricordando come i portoghesi avessero «48 ore di vantaggio» nel recupero rispetto alla squadra di Antonio Conte. Una differenza che, secondo il cronista, ha inciso pesantemente: «Il Napoli avrebbe sofferto le pene dell’inferno anche con una squadra di Serie B».

Poi, una bordata a chi esalta José Mourinho: «Non capisco tutte queste lodi sperticate. Mourinho è un grande allenatore, ma parlare di una lezione europea a Conte è esagerato». Martino ribadisce che la gara non può essere presa a parametro: «Il Benfica ha giocato 5 partite in 19 giorni, il Napoli 6 in 18. Mourinho ha schierato quasi gli stessi dell’ultima contro lo Sporting. Gli azzurri erano scarichi mentalmente».

Non manca un passaggio sugli infortuni: «Sicuramente i sette indisponibili hanno inciso». E su alcune scelte tecniche: «Vergara poteva partire dal 1’, ma Conte i cambi poi li ha fatti. Neres? Impossibile lasciarlo fuori».

Il problema, però, è stato globale: «Gli 8/11 dei titolari erano svuotati mentalmente. Se sbaglia anche il portiere, è chiaro che manca concentrazione». Martino riconosce comunque la responsabilità del tecnico: «Conte dovrà farsi delle domande e tener conto di quanto accaduto».

Nonostante tutto, il pronostico resta aperto: «Il Napoli ha ottime possibilità di passare il turno. Non ci sono avversarie in grado di sorpassare facilmente». Ma l’avvertimento finale è netto: «A Copenhagen si deve vincere, altrimenti sono dolori».

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