Caso Bari, l'avvocato: "De Laurentiis prendesse la cosa molto seriamente, si rischia un falso! E su Cheddira e Folorunsho..."

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Ultime notizie SSC NapoliGianni Di Cagno, avvocato tra i soci fondatori dello Studio Polis, commenta al Corriere di Bari così le recenti vicende giudiziarie che riguardano il club, con la richiesta di liquidazione giudiziale fatta dalla Procura (alla luce dei circa 30 milioni di debiti) e con l’inchiesta per falso in bilancio e bancarotta fraudolenta per cui sono indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis.

«La Procura ritiene di aver accertato uno squilibrio patrimoniale, cosa che del resto sapevano già tutti perché dagli ultimi bilanci emergeva come Filmauro non avesse ricapitalizzato. E quindi, secondo me giustamente, hanno messo in rilievo questa anomalia. Ho letto il provvedimento e consiglierei ai De Laurentiis di prendere la cosa molto seriamente».

Ci sono poi i rilievi sull’affare Caprile, passato dal Bari al Napoli per 2,2 milioni e rivenduto due anni dopo per 8. Perché non può essere considerata una normale operazione di mercato?

«Leggendo il solo decreto di perquisizione direi che la cosa più grave messa in evidenza dalla Procura non è tanto il valore del giocatore, supposto o presunto, ma il fatto che l’operazione sia stata compiuta senza ascrivere a bilancio che veniva compiuta nei confronti di una azienda correlata. E questo è il vero problema, ed è una cosa che non è possibile eliminare a posteriori. I De Laurentiis potranno poi versare soldi per evitare il fallimento, ma se non è stato indicato che Caprile era stato ceduto a un’azienda correlata saremmo di fronte, documentalmente, a un falso. Poi gli esiti di ciò non sta a me ipotizzarli».

Da tifoso, e non da avvocato, come giudica quell’operazione?

«Qui entriamo in un campo in cui il diritto non c’entra nulla, ma la sensazione che abbiamo avuto e che è inevitabile, quando si parla della stessa proprietà, è che in qualche modo in questi trasferimenti, e parlo anche degli affari Cheddira e Folorunsho, sia stata agevolata una parte rispetto all’altra. Mi pare che questo sia difficilmente contestabile».

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