L’editoriale di Chiariello: “Mi sbilancio dopo Cremonese-Napoli: vi dico già cosa accadrà nel 2026”

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L’editoriale di Chiariello: “Mi sbilancio dopo Cremonese-Napoli: vi dico già cosa accadrà nel 2026”

Cremonese-Napoli 0-2, l'editoriale di Umberto Chiariello

Ultimissime Cremona-Napoli,si è pronunciato sul match di oggi allo stadio Zini anche Umberto Chiariello attraverso il classico editoriale per Canale 21. 

Cremonese-Napoli 0-2, l'editoriale di Umberto Chiariello

"La Supercoppa alzata al cielo di Riyad non era affatto scontata, perché il campionato è un’altra storia, un’altra cosa. La trasferta, finora, non era stata sempre favorevole ad Antonio Conte e ai suoi uomini: quattro sconfitte su otto partite fuori casa, quattro vinte e quattro perse. E sconfitte anche brucianti, come quella di Torino contro il Toro, quella di Udine, l’ultima in ordine di tempo, con quei 20-25 minuti a inizio ripresa da far tremare i polsi. Sembrava un Napoli groggi, per usare un termine pugilistico, stanco, senza più energie.

Poi si va in Arabia: 2-0 al Milan ed è poco, 2-0 al Bologna ed è pochissimo per quanto prodotto, oggi 2-0 alla Cremonese ed è davvero troppo poco per quello che si è visto in campo. C’è stato solo il Napoli. 1’, 2’, 3’, 13’, 23’, 35’, 39’, 42’, 45’, 48’, 73’, 74’, 85’: un monologo azzurro dalle parti di Milinkovic-Savic. Per lui oggi caffè e biscotti: questo poteva fare il portiere della Cremonese, si è messo persino a giocare di testa e di petto pur di toccare qualche pallone.

Attenzione però: la Cremonese non è una “piccola” qualunque. È una squadra che ha pareggiato con Roma e Lazio, che ha battuto il Milan, che è andata a vincere a Bologna. È allenata da uno che di salvezze se ne intende, Davide Nicola, cinque miracoli in carriera. Ha 21 punti ed è una squadra che ha sempre dato filo da torcere a tutti. Il Napoli l’ha resa piccolissima, perché si è rivisto il Napoli vero. La stessa identica formazione che ha devastato il Bologna è passata oggi come un rullo compressore sulla Cremonese.

Ancora una volta in grande spolvero quel giovanotto che compirà 23 anni a febbraio e che si chiama Rasmus Højlund. Sentiti ringraziamenti ad Amorim, che credo faccia parte dello staff tecnico del Napoli visto che continua a regalarci calciatori fenomenali come McTominay e Højlund. Se ci desse anche Mainoo gli saremmo grati a prescindere.

La verità è che Højlund non perde un duello, arriva sempre primo sul pallone ed è un rapace d’area di rigore. Ha giocato finora venti partite, considerando anche lo stop dopo il ritorno dalla Nazionale che è costato caro al Napoli. In venti partite ha partecipato a dodici gol: nove reti e tre assist.

Indovinate a chi ha servito i tre assist? Tutti e tre a Neres: contro l’Atalanta, decisivo contro la Roma e in Supercoppa contro il Milan. In Arabia lui e Neres sono stati devastanti: un gol e un assist Højlund, tre gol Neres.

Oggi Neres si è preso una giornata di riposo, come capita ai fantasisti, ai frombolieri di stile brasiliano, ma Højlund ha iscritto Baschirotto nel club dei vessati da Højlund, insieme a De Winter e altri. L’Opta d’Oro e il premio di fine anno li pagheranno loro.

Questo centravanti fa il Lukaku per come protegge palla e dialoga con i compagni. Parte in uno-due a duecento all’ora con Neres nello spazio e poi, in area di rigore, è un’area di Dio: un rapace del gol. Stiamo parlando di uno dei giovani centravanti più forti d’Europa.

Ancora complimenti al Napoli, che dopo la mazzata Lukaku poteva restare tramortito e invece ha pescato dal mazzo il jolly più bello e interessante. Altro che Openda, David, Nkunku – che oggi ha pure fatto doppietta ma lascia il tempo che trova – e Fullkrug: gente buona per fare gli sfratti o aprire gli ombrelloni. Non i nostri.

Højlund è devastante: sei gol in campionato, due in Champions, uno in Supercoppa italiana. Tre doppiette, e che doppiette: allo Sporting in Champions, alla Juventus – che resta sempre un gran bel vedere, anche se ormai ci siamo abituati a batterla al Maradona sette volte di fila – e oggi alla Cremonese. Si lancia verso la testa della classifica cannonieri con sei gol in campionato, nove totali.

E intanto Lukaku recupera lentamente ma con continuità, e si capirà il futuro di Lucca. Ma tutto il Napoli gira. Il nuovo assetto 3-4-2-1 funziona, i principi di gioco ci sono. Lobotka-McTominay è una diga di centrocampo pazzesca. Dal loro gioco nasce la velocità della manovra. Sulle fasce Politano e Di Lorenzo: quest’ultimo ha ritrovato una condizione brillante accanto all’imperatore Rrahmani. Juan Jesus è un leader. Poi entrano con voglia Gutiérrez, Lang e Buongiorno, in attesa che torni al meglio.

Il Napoli c’è. Ha battuto un colpo forte, lotta per lo scudetto e non intende scucirselo dal petto. C’è un solo punto in meno rispetto all’anno scorso dopo tutte le traversie. Cosa c’è da dire?

Terzo clean sheet consecutivo tra Coppa e campionato, terzo 2-0 di fila, un 2-0 ormai periodico. Ora si va a Roma contro la Lazio di Maurizio Sarri, altra partita complicatissima. Ma se il Napoli è questo, non mi faccio debiti con la bocca: ce n’è per pochi, se non per nessuno.

E intanto continua a farsi sentire Aurelio De Laurentiis, che fa i complimenti a Conte e ai suoi ragazzi.

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