L'economista Cottarelli: "Il calcio riparta con le giuste precauzioni, l'onda dei contagi scende. Serie A questione economica e sociale"

Le Interviste  
L'economista Cottarelli: Il calcio riparta con le giuste precauzioni, l'onda dei contagi scende. Serie A questione economica e sociale

Cottarelli parla della ripresa del calcio italiano e della Serie A e le questioni economiche. Si può andare avanti con le giuste precauzioni

Serie A - In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Carlo Cottarelli, economista: “Calcio incide sul PIL? Sì, ma non ho fatto ricerche a tal proposito. Tutto il settore dello sport, attività dello spettacolo e turismo, sta risentendo della crisi. C'è il valore del calcio che va anche al di là dei soldi, per chi è tifoso. Oscillazioni di pensiero in Italia? C'è l'aspetto commerciale, lo sport è un'industria, ma per me lo sport va molto al di là dell'aspetto commerciale.

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Ripresa Serie A, le ultime dall'economista Cottarelli

E' una passione che è giusto vada oltre gli aspetti commerciali che sono comunque importanti, perché una società deve tenersi in vita. Riaprire il calcio? Sono del parere che bisogna riaprire gradualmente con il massimo della sicurezza, sentire il parere di chi dice che è rischioso aprire a porte chiuse. Non ho sentito nessun virologo, quindi non voglio dare risposte a casaccio. L'onda di contagi sta scendendo rapidamente quindi è giusto poter riaprire, gradualmente tutte le attività, calcio compreso. Il Governo prenderà una decisione politica sulla quale si può essere d'accordo o meno, non mi pare siano pedissequamente dettate da esperti. Covid-19 ha influenzato permanentemente il nostro modo di vivere? Dipende da quanto durerà questa crisi sanitaria, la SARS è scomparsa all'improvviso e speriamo lo farà anche il Covid-19. Non credo abbia influito a tal punto da cambiare il nostro modo di vivere permanentemente. Germania? Sono partiti con un debito pubblico più basso, se lo avessimo anche noi non dovremmo stare ad aspettare la solidarietà degli altri. Dobbiamo tener conto della solidarietà della Banca Centrale Europea, se adesso si fanno anche gli Eurobond che non costano molto, tanto meglio. Hanno avuto la capacità di affrontare l'emergenza sanitaria di modo da avere ripercussioni inferiori. Guardando in avanti dobbiamo lavorare con l'Europa per riprenderci. Inutile fare polemica e dire che non fanno solidarietà".

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