Iezzo: "Fabregas qui sarebbe esonerato dopo quattro giornate. De Bruyne incompatibile col resto della rosa"
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Napoli calcio le ultimissime oggi, parla l'ex portiere azzurro ai microfoni di Tele A
Ultimissime Serie A - L’ex portiere azzurro spiega a Delia Paciello perché il calcio del Como, costruito su giovani che corrono e recepiscono le indicazioni, sarebbe difficile da riproporre con l’attuale rosa del Napoli. Cesc Fabregas sta facendo benissimo a Como. Ma se arrivasse oggi a Napoli con questa squadra, secondo Gennaro Iezzo, sarebbe esonerato dopo quattro giornate. È il paradosso con cui l’ex portiere azzurro è intervenuto nel dibattito sulla panchina del Napoli a DeliettaGol, il programma condotto da Delia Paciello su Tele A.
Fabregas Napoli, la previsione di Iezzo
Il ragionamento di Iezzo parte dai giocatori. A Como, Fabregas lavora con una rosa giovane, che ha gambe per correre, fame di affermarsi e disponibilità a recepire le indicazioni dell’allenatore. A Napoli trova un gruppo più maturo ed esperto. Secondo Iezzo, il cambio di contesto inciderebbe sulla capacità di sostenere gli stessi ritmi e sul modo in cui i giocatori si rapportano al tecnico. L’esperienza porta autonomia e abitudini consolidate, mentre chi è all’inizio della carriera può avere una spinta diversa nel mettersi in discussione. Da qui la lettura del lavoro di Massimiliano Allegri. Iezzo ricorda che il tecnico non ha mai avuto tutti a disposizione e lega le difficoltà nei finali anche alla fatica di tenere alta la squadra. Quando il Napoli arretra troppo e davanti manca chi sa proteggere il pallone, diventa difficile far risalire i compagni. Avere forze fresche da inserire già dal sessantesimo, aggiunge l’ex portiere, aiuterebbe a reggere meglio la pressione. Nel confronto condotto da Paciello, Iezzo affronta anche il caso Kevin De Bruyne. Il suo dubbio riguarda la compatibilità del belga con questa squadra. Abituato a compagni dalle caratteristiche diverse, secondo Iezzo De Bruyne si aspetta movimenti e risposte che a Napoli fatica a trovare. È in quella distanza che l’ex portiere individua una possibile origine degli attriti in campo.
