Decibel Bellini si sfoga dopo la rapina: "Napoli siamo noi e non ce ne andremo mai. Ci avete fatto vivere un incubo!"

Le Interviste  
Decibel Bellini si sfoga dopo la rapina: Napoli siamo noi e non ce ne andremo mai. Ci avete fatto vivere un incubo!

Daniele Decibel Bellini parla di quanto accaduto in compagnia della famiglia. Derubato con tanto di pistola al volto davanti ai propri figli. Lo spekaer del San Paolo che accompagna le gare del Napoli ha postato uno splendido messaggio sui suoi profili social: 

"Quando ero piccolo non eravamo ricchi. Tante cose che i bambini avevano, per me erano solo un sogno. Giocattoli belli, vestiti firmati, il motorino: mai avuti. Ero ricco in un altro modo; avevo una casa (si vabbè ho dormito in cucina sul divano letto per un anno e mezzo) ma avevamo da mangiare e un tetto. Questo bastava a me e mia sorella. Ho sempre voluto essere indipendente e ho sempre lavorato per avere quella libertà che i miei non potevano darmi. Sono sempre stato concreto non ho mai posseduto gioielli oppure orologi costosi, non li ho mai neppure desiderati in realtà.

Ho però sempre avuto un sogno sin da quando ero bambino nella periferia della provincia (cioè non solo ero in provincia, ma vivevo pure in periferia!). Mi dicevo: “un giorno tu vivrai a Posillipo”. Era come una meta da raggiungere, come un modo per uscire da quella condizione che mi aveva accompagnato sin da bambino. Vivere svegliandomi guardando il mare. Quando due anni fa abbiamo trovato questa casa in affitto per me è stato un sogno. Finalmente una cosa che avevo in mente sin da bambino (emergere, migliorare) l’avevo realizzata. Stanotte qualcuno ha provato a spezzare quel sogno facendoci svegliare in un incubo fatto di pistole e cattiveria. Mi dispiace per voi, Napoli siamo noi e non ce ne andremo. Mai"

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Quando ero piccolo non eravamo ricchi. Tante cose che i bambini avevano, per me erano solo un sogno. Giocattoli belli, vestiti firmati, il motorino: mai avuti. Ero ricco in un altro modo; avevo una casa (si vabbè ho dormito in cucina sul divano letto per un anno e mezzo) ma avevamo da mangiare e un tetto. Questo bastava a me e mia sorella. Ho sempre voluto essere indipendente e ho sempre lavorato per avere quella libertà che i miei non potevano darmi. Sono sempre stato concreto non ho mai posseduto gioielli oppure orologi costosi, non li ho mai neppure desiderati in realtà. Ho però sempre avuto un sogno sin da quando ero bambino nella periferia della provincia (cioè non solo ero in provincia, ma vivevo pure in periferia! ð³). Mi dicevo: “un giorno tu vivrai a Posillipo”. Era come una meta da raggiungere, come un modo per uscire da quella condizione che mi aveva accompagnato sin da bambino. Vivere svegliandomi guardando il mare. Quando due anni fa abbiamo trovato questa casa in affitto per me è stato un sogno. Finalmente una cosa che avevo in mente sin da bambino (emergere, migliorare) l’avevo realizzata. Stanotte qualcuno ha provato a spezzare quel sogno facendoci svegliare in un incubo fatto di pistole e cattiveria. Mi dispiace per voi, Napoli siamo noi e non ce ne andremo. Mai. ¤ï¸ #DecibelBellini

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