Castellacci: "I protocolli vanno cambiati: le commissioni devono riunirsi ora"

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Castellacci: I protocolli vanno cambiati: le commissioni devono riunirsi ora

Le parole di Castellacci

Serie A - Il dottor Enrico Castellacci ha parlato ai microfoni di TMW Radio all'interno della trasmissione Stadio Aperto: "Domani andrò in Cina, non è una cosa simpatica con le frontiere che sono chiuse. Ho però avuto il Visto e raggiungerò il Guangzhou. Dovrò fare anche la quarantena e non mi esalta molto questa cosa. Il campionato è stato diviso in due e si giocherà soltanto in due città. Le squadre staranno nello stesso albergo, senza poter uscire. Poi si giocherà a porte chiuse. Il protocollo è molto più rigido rispetto a quello che c'è in Italia".

Il virus continua a circolare. Che stagione si prospetta?
"In questo momento il giocare a porte chiuse è la condicio sine qua non. Si è provato ad allentare un po', può darsi che ci si arrivi ma siamo ossessionati dal livello di contagiosità. Non ci sono certezze, ricomincerà il campionato non sapendo come andranno le cose. Si dovranno valutare quali protocolli attuare. Ho dato ragione a Gravina quando ha detto che vanno cambiati, siamo d'accordo. Penso che sia il momento giusto per parlarne e per farlo, non si può aspettare il 15 settembre. Dovranno essere considerate le differenze tra Serie A, B e C. A oggi ogni 4 giorni si devono fare i tamponi ma le società delle Serie minori avrebbero difficoltà. Non si può più aspettare, Gravina ha posto il problema, ora è il momento che le commissioni si riuniscano e differenzino i protocolli sulla base della contagiosità".

Ha sentito Andrea Pirlo?
"No, per non disturbarlo. Fa parte della storia della mia vita, abbiamo passato insieme tanti momenti, gioiosi e tristi. In Sudafrica il suo infortunio segnò il Mondiale. Ce l'ho nel cuore e spero che abbia l'abilità per guidare la Juventus. Non ha esperienza ma potrà far bene. È una scommessa ma veramente valida. Ha dimostrato di essere un grande in campo e fuori".

Qual è stata la prima reazione quando ha letto che la Juve lo aveva promosso?
"Mi ha meravigliato fino a un certo punto. Quando è stato presentato per l'Under 23 è stata una conferenza in pompa magna, la stima della società era già ampia. Dopo quello che è successo con Sarri ci poteva stare una scelta del genere, un rischio e una scommessa che mi auguro per lui che vada bene".

Cosa pensa delle parole di Domenech su Gasperini?
"Che gli rosichi non c'è alcun dubbio. Non mi ha mai ispirato molta simpatia ma certamente in quella famosa finale dopo l'espulsione di Zidane passai davanti alla panchina e mi disse che Materazzi si era buttato. Non lo mandai a quel paese per etica professionale".

Lo farebbe un vaccino anti influenzale ai giocatori?
"Lo farei e lo consigliavo sempre ai ragazzi. In questo caso a maggior ragione, perché appena uno inizierà a stare male si penserà subito al Coronavirus".

Dei campioni del mondo 2006 in molti sono diventati allenatori.
"Erano giocatori eccezionali dal punto di vista umano e professionale. Poi Lippi ha dato un input importante sotto il profilo del carattere. È un maestro ed è stato eccezionale. Da lui hanno preso tutti tantissimo, non mi meraviglio che ci siano grandi allenatori usciti da quel gruppo".

Cosa pensa che possa portare questa stagione a livello di stress fisico in vista della prossima?
"Devo dire che erano gli stessi dubbi che mi ero posto alla ripresa del campionato ma le partite sono state affontate nel migliore dei modi. Questo mi fa essere ottimista, quando i giocatori riprenderanno supereranno lo stress fisico e mentale".

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