Capozucca: "Mi dicono niente Scudetto, sette posti UEFA e due sole retrocesse"

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Capozucca: Mi dicono niente Scudetto, sette posti UEFA e due sole retrocesse

Capozucca parla dello scudetto di Serie A, ci saranno due retrocessioni

Serie A - Stefano Capozucca, tra le altre ex ds di Cagliari e Genoa, ha parlato in diretta a TMW Radio, intervenendo nel corso di Stadio Aperto: "Organizzare un pensiero non è facile, c'è volontà di concludere il campionato, anche se è già falsato dall'anomala del lungo stop. Questa volontà per evitare spiacevoli conseguenze, diventa difficile accordare tutti e trovare una linea comune in sintonia. Anche dal Governo non si capisce cosa vogliano fare, c'è un po' di confusione. Il protocollo che hanno fatto, di per sé è difficile da attuare per la Serie A, in B lo potranno fare in pochi e in C non se ne parla neanche. Siamo ancora in alto mare".

Ci si concentra troppo sul finire questa stagione e non l'impatto sulla prossima?
"Le previsioni non sono rosee, lasciano perplessità e dubbi sul futuro. Sia in generale che, di conseguenza, anche sul calcio. Difficile continuare come se nulla fosse accaduto, è passato uno tsunami e non so come si riprenderà. Le grandi magari rimarranno grandi ma le medio-piccole saranno ancora più piccole".

Alcuni paesi sembrano più decisionisti rispetto all'Italia.
"Questo è un momento interlocutorio, in cui si sentono le sensazioni in giro. Se il campionato si ferma, ci saranno strascichi giudiziari e problemi perché qualcuno sarà scontentato e adirà vie legali. Questo per me è fuori discussione: sento da varie fonti che lo Scudetto non sarà assegnato, le prime quattro andranno in Champions, quindi tre in Europa League, con due retrocessioni sole e due promozioni dalla B. E qui scatta il casino. Il Frosinone giustamente è a soli due punti dalla seconda in classifica, da regolamento avrebbe il playoff e non vedrebbe perché cambiare a priori il regolamento. La SPAL lo scorso anno raggiunse una grande salvezza nel finale, ancora mancano dodici partite... Ognuno tira l'acqua al suo mulino, ma se si prende una decisione quella deve essere".

Quando recuperarle queste famose dodici gare mancanti?
"Il coinvolgimento riguarda anche la prossima stagione. Diamo per scontato che si riprenda, si finisce a metà luglio quindi il campionato seguente devi iniziarlo a metà settembre. E poi le modifiche ai calendari con il problema dell'Europeo nel 2021... Io però ho una sensazione personale, cioè che qui si cerca di mandare per le lunghe l'inizio delle attività così da poter poi chiudere il campionato e pensare al prossimo. Prima doveva essere il 4 maggio, poi si è rimandato... Ai giocatori servirebbero almeno tre-quattro settimane e poi non è facile giocare tutti ogni tre giorni".

Le piace la proposta di Galliani di usare gli anni solari?
"Lui la sa lunga, è un uomo esperto ma giovane di idee. Il Mondiale invernale può essere un'opportunità da valutare, ma prima devono sedersi e trovare un punto di unione. I diritti tv sono una componente forte che fa riflettere in vista del concludere il campionato già cominciato. Anche Sky, non trasmettendo le partite, fa fatica a rispettare il contratto".

Ma da dove arriveranno i soldi per sorreggere il sistema?
"Questo è il problema, e non è di poco conto. Io dico che comunque va deciso o nero o bianco: inutile stare a rimandare ancora in cerca di chissà che soluzione, non va bene. Questo tira e molla non fa bene a nessuno: non si programma niente e non si vede quale futuro si possa avere".

Una Serie A a 22 squadre può essere soluzione anti-ricorsi?
"La vedo difficile. Anzi, la volontà sarebbe quella di ridurre".

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