Anellucci: "Conte ha sempre fallito in Champions, parla la storia. Alisson Santos non è un profilo che sposta"

Le Interviste  
ConteConte

Le parole sul Napoli di Antonio Conte

Calciomercato Napoli - A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, presidente dell’US Angri. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Quasi 300 milioni di euro spesi sul mercato in tre sessioni dal Napoli da quando c’è Antonio Conte: trentesimo su 36 in Champions League. È un fallimento?

“È chiaro, può essere considerato un fallimento. Però c’è anche il fatto di aver vinto due titoli, uno Scudetto ed una Supercoppa Italiana e non è mai una cosa semplice, soprattutto se non ti chiami Inter, Milan o Juventus. Quindi, per questo, Conte rimarrà sempre nella storia del Napoli, come protagonista di un’impresa, un po’ come quella di Spalletti. Però è chiaro che dall’altra parte i numeri non sono dalla parte dell’allenatore: sono dalla parte di chi, come te, in questo momento è abbastanza critico e sta sempre sul pezzo su determinate situazioni gestionali di Conte. Questa è la cosa più importante, quella che salta subito agli occhi. A parte il numero degli infortunati, che è impressionante. Purtroppo trentesimo in champions e non è nemmeno così difficile, perché poi vai a vedere che squadre molto meno strutturate del Napoli, penso allo Slovan Bratislava, al Club Brugge e ad altre che sono comunque passate. Quindi è chiaro che devi fare un’analisi più completa. Da quel punto di vista, sicuramente è un discorso di felicità per lo Scudetto, ma anche di delusione per il percorso in Champions League.”

Perché nelle coppe Conte storicamente fatica?

“Conte ha fallito in Champions, come aveva già fatto in tutte le squadre in cui è stato. Ma io l’ho sempre detto, in qualsiasi squadra sia stato, quando ha tre competizioni, purtroppo, per un motivo o per un altro, non va mai avanti. È vero, quando ha fatto all-in, perché aveva soltanto il campionato, allora ha reso al massimo.”

Le chiedo del mercato, si parla di Alberto Santos dello Sporting Lisbona e di Lorient. Secondo Lei, quale sarebbe più adatto al Napoli di Conte?

“Non sono profili che spostano. Non sono giocatori che mi entusiasmano. Io ho sempre questa filosofia, se entra un giocatore e ne esce un altro, devi andare a migliorare la rosa. Quindi chi arriva deve spostare l’equilibrio. Ma nessuno di questi lo sposta. Se devo prendere questi, mi tengo quelli che ho.”

Lei si è dimesso dalla presidenza dell’Angri? Ci vuole raccontare qualcosa in più? 

“Assolutamente sì. Nulla di particolare, però purtroppo quando torniamo al discorso dei numeri, non ci stiamo più dentro. Io ho iniziato questo percorso ad Angri che doveva essere, innanzitutto, un percorso basato sulla restaurazione di un club che era praticamente fallito. Quando siamo arrivati noi, il 22 agosto, era un club con debiti importanti, senza una squadra, senza giocatori, senza allenatore, senza un campo dove allenarsi, senza uno stadio dove giocare. Nel nostro stadio ci giocano altre due società: una follia. Non c’era nulla garantito, né allenamenti né organizzazione. Quindi ci siamo dovuti rimboccare le maniche dal punto di vista economico, sportivo e territoriale. 

Abbiamo ricominciato praticamente da zero, strutturando una situazione che altri club iniziano a costruire ad aprile, maggio, giugno. Noi siamo arrivati il 28 agosto, il 28 agosto avevo la Coppa Italia e non avevo neanche 11 giocatori per andare in campo. Non avevo le divise, non avevo nulla. Abbiamo incontrato grosse difficoltà sul territorio, perché era una società e un ambiente massacrati negli anni precedenti, sia dalla gestione immediatamente precedente alla mia, sia da quelle ancora prima. 

Però, chiaramente, quelli di prima erano imprenditori del territorio e quindi, giustamente, il cerino lo danno a chi arriva dopo. Io, che non sono del territorio ma che cercavo di fare bene, sono stato massacrato. Chi invece ha fatto centinaia e centinaia di migliaia di euro di debiti, lasciando una debitoria mostruosa, non è stato massacrato. È un film già visto. Io, testardo come sono, pensavo di risolvere la situazione di partenza. Abbiamo avuto difficoltà oggettive, abbiamo avuto anche tanta sfortuna. E non ultima, l’accoltellamento del nostro miglior Under a Natale. Quella cosa ci ha distrutti. Fino al 24-25 dicembre eravamo undicesimi in classifica, perfettamente in linea, con un gruppo giovane e un progetto basato quasi interamente su Under, perché non si potevano fare altri investimenti. Avevamo e non ho problemi a dirlo, circa 400 mila euro di debiti con l’Agenzia delle Entrate, più circa 160-170 mila euro di debiti legati a vecchie vertenze delle gestioni precedenti. Quindi parliamo di un club di Eccellenza con una debitoria enorme. 

La cosa più intelligente, forse, sarebbe stata farlo fallire e ripartire dalle categorie inferiori. Io non l’ho fatto, ho ridato vita a una società praticamente morta e fino a quel momento, tutto sommato, eravamo quasi tranquilli. Poi, dopo l’accoltellamento del ragazzo, abbiamo vissuto cinque o sei giorni terribili, lui lottava tra la vita e la morte. Un gruppo giovane, emotivamente, ha subito una scossa enorme. E abbiamo perso quattro partite in maniera imbarazzante, senza senso, contro squadre assolutamente alla nostra portata. Quelle quattro sconfitte ci hanno portato ad avere una classifica brutta e la gente non aspettava altro. Da quando sono arrivato, mi hanno sempre accusato di essere un prestanome. 

Con tutto il rispetto, io ho sempre detto, se avessi voluto fare il prestanome, lo avrei fatto volentieri ma Berlusconi non ha certo bisogno di un personaggio come me. Quindi questa cosa mi ha sempre fatto sorridere. Ma la piazza è piccola e ha iniziato subito a darmi del prestanome senza alcun motivo. Io non solo ho buttato quasi 100 mila euro in questo progetto, che fino a oggi è stato fallimentare ma mi sono dovuto anche prendere gli insulti, insulti alla mia famiglia, a mio figlio di 14 anni allo stadio. Poi si sono inventati uno sciopero contro il presidente e non venivano più allo stadio. 

Abbiamo giocato l’ultima partita con i tifosi assenti e allora ho fatto un passo indietro, in maniera coscienziosa e intelligente, perché non solo spendo soldi, ma vengo anche insultato. Evidentemente la mia persona non è stata capita, evidentemente il lavoro non è stato apprezzato ed allora mi sono fatto da parte. Sono arrivati dei gestori, lo dico chiaramente, dei gestori, non c’è stato nessun atto definitivo. Bisognerà ripristinare tutto. Fino al 28 aprile gestiranno loro la società. Così la città è contenta e felice di essersi liberata da questo ‘demone’. Vediamo che cosa riusciranno a fare.”

Quindi Lei resta proprietario, ma non è più presidente?

“Io non sono più il presidente. Adesso vedremo se questi signori, valutando la documentazione, faranno l’immediato passaggio di consegne. Vedremo quello che succederà.” 

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
I più letti
Classifica
  • #

    Squadra

    PT
    G
    V
    N
    P
  • logo InterInterCL

    69

    30
    22
    3
    5
  • logo MilanMilanCL

    63

    30
    18
    9
    3
  • logo NapoliNapoliCL

    62

    30
    19
    5
    6
  • logo ComoComoCL

    57

    30
    16
    9
    5
  • logo JuventusJuventusEL

    54

    30
    15
    9
    6
  • logo RomaRomaECL

    54

    30
    17
    3
    10
  • logo AtalantaAtalanta

    50

    30
    13
    11
    6
  • logo LazioLazio

    43

    30
    11
    10
    9
  • logo BolognaBologna

    42

    30
    12
    6
    12
  • 10º

    logo SassuoloSassuolo

    39

    30
    11
    6
    13
  • 11º

    logo UdineseUdinese

    39

    30
    11
    6
    13
  • 12º

    logo ParmaParma

    34

    30
    8
    10
    12
  • 13º

    logo GenoaGenoa

    33

    30
    8
    9
    13
  • 14º

    logo TorinoTorino

    33

    30
    9
    6
    15
  • 15º

    logo CagliariCagliari

    30

    30
    7
    9
    14
  • 16º

    logo FiorentinaFiorentina

    29

    30
    6
    11
    13
  • 17º

    logo CremoneseCremonese

    27

    30
    6
    9
    15
  • 18º

    logo LecceLecceR

    27

    30
    7
    6
    17
  • 19º

    logo VeronaVeronaR

    18

    30
    3
    9
    18
  • 20º

    logo PisaPisaR

    18

    30
    2
    12
    16
Back To Top