Via da Napoli, tutti!

Editoriale fonte : di Salvio Passante
Via da Napoli, tutti!

Calciomercato Napoli, rifondazione necessaria della SSC Napoli

Via da Napoli, tutti!

Via da Napoli, tutti! Non usiamo termini forti e non passiamo alle offese perchè ce lo impone la deontologia, da addetti ai lavori abbiamo dei doveri, ma anche perchè noi gli uomini li rispettiamo. Cosa che questo gruppo di giocatori non ha fatto per gran parte della stagione, nemmeno oggi.

Gli stessi tesserati che hanno scritto la storia forse verranno ricordati più per questa annata scandalosa che per la favola scritta nemmeno un anno fa. Che epilogo vergognoso, Napoli non lo meritava. I tifosi, che non solo oggi, ma per tutto il campionato e coppe hanno riempito il Maradona e tutti i settori ospiti, non li meritavano.

Da questo gruppo solo tre figure andrebbero salvate: due semplicemente per appartenenza alla maglia e alla città come Tommaso Starace e Pasquale Mazzocchi, perchè si vince in primis con energia positiva e con gente che non si sente di passaggio e che la maglia ce l'ha cucita addosso. La terza è Kvicha Kvaratskhelia, perchè è attorno a lui che bisogna ricostruire la squadra del futuro. Basta col palleggio del rinnovo ritardato per il solo motivo di risparmiare, sentendosi forti di un contratto sottoscritto due anni fa. I giocatori forti vanno premiati e blindati, il risparmio in casi come questo non si tramuta in guadagno.

Stagione Napoli, il bilancio 2023/24

Il disastro di questa annata porta soprattutto la firma di Aurelio De Laurentiis. Dell'imprenditore visionario, saggio, riflessivo, efficace e risolutivo quest'anno non c'è traccia.

E' entrato nel tunnel senza uscita dopo aver inviato la Pec in via unilaterale a Luciano Spalletti, che da buon toscano permaloso non ha fatto nulla per ricucire lo strappo. Il presidente non s'aspettava che il futuro Ct della Nazionale puntasse i piedi rifiutando il dialogo. La rottura tra le parti ha segnato l'inizio della fine.

Si poteva aprire un ciclo glorioso pluriennale e invece come Cenerentola il buon Aurelio seduto in carrozza si è ritrovato su una zucca vuota. Vuota e svuotata anche a livello tecnico con l'addio di un'altra figura fondamentale come Cristiano Giuntoli, che oltre ad essere stato uomo chiave nella costruzione di una squadra vincente e imbattibile prendeva letteralmente di petto tutte le situazioni in ambito dirigenziale facendo da filtro soprattutto coi giocatori e in tutti i casi, anche quelli più spinosi. Il buon Cristiano si faceva rispettare da tutti e quando qualcuno provava ad alzare la cresta nello spogliatoio lo prendeva di petto. Citofonare De Guzman per informazioni. 

Spalletti e Giuntoli, uomini forti non sostituiti dallo stesso imprenditore che è riuscito a trasformare un pezzo di carta in un best seller come mai nessuno prima. 

Accecato dalla rabbia ha commesso errori su errori con saccenza e l'arroganza di poter fare tutto da solo, in tutti gli ambiti della società. Ma da soli caro Presidente non si va da nessuna parte e non si vince uno Scudetto. Il calcio è un gioco di squadra dentro e fuori dal campo e se non si è strutturati tutti i nodi vengono al pettine. Prima o poi la ruota della fortuna si ferma, non gira per sempre.

La scelta prima di un allenatore inadeguato come Garcia, poi finito come Mazzarri e infine la carta della disperazione Calzona hanno scritto l'epilogo del grande sogno. Per essere grandi bisognava aver il coraggio di cambiare la scorsa estate e invece il produttore cinematografico della Filmauro si è fatto prendere dalla stessa sindrome di Massimo Moratti post Triplete, ragionando col cuore e non col cervello, senza intaccare l'anima e stravolgere l'ossatura di un gruppo ormai sazio e privo di stimoli.

Ora la proprietà dopo aver ammesso le proprie colpe pubblicamente per la prima volta nella storia abbia lo stesso coraggio avuto con Insigne, Koulibaly, Callejon e Mertens voltando pagina e rifondando tutto. Per tornare a splendere serve linfa nuova, via tutti!

Anche quelli che hanno rinnovato recentemente, perchè hanno la pancia piena e pensano inconsciamente di aver vinto il Win for Life al primo distributore AGIP presso il Villaggio Coppola con credito infinito.

Gente che guadagna fior di milioni che passeggia in campo. Senza mordente, grinta, voglia e fuoco nelle vene. Che entra sul terreno di gioco con la testa già in vacanza o nel privè del locale serale, che pensa più a twittare che correre. Personaggi scarsi tecnicamente baciati dalla fortuna di vestira la gloriosa maglia azzurra che anche al Castellani sono stati capaci di trasformare un attaccante che non segnava da tre anni in serie A in Van Basten. Via, andate via!

Non dimenticheremo mai quello che alcuni di voi ha fatto regalandoci un tricolore, ma con questo atteggiamento state distruggendo tutto quanto di epico del 2022/23.

Inutile parlare solo di Osimhen e Zielinski, anche Di Lorenzo, Anguissa e tanti altri senatori/gregari se non vogliono più rimanere in azzurro che ci mettessero la faccia il 26 maggio senza iniziare lo squallido teatrino con gli agenti col resta o non resta.

Alcuni di questi rappresentanti sono stati davvero fenomenali nell'opera di mediazione/contrattazione, strappando rinnovi milionari con un personaggio rigidissimo sul tema come il patron partenopeo. Chapeau.

Ad ogni modo Napoli, la gente di questa città, gli addetti ai lavori ed anche il valore dei soldi messi nelle casse del club dai tifosi animati dalla passione per pagare stipendi e costi, meritano rispetto.

Stiamo imboccando l'autostrada della mediocrità, ma Napoli non ci sta e dice NO! Merita di più.

Meno parole e più fatti concreti SSC Napoli, sbagliando s'impara.

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