Tutti sul filo e niente relax: la coerenza di Gattuso

Editoriale  
Gennaro Gattuso, allenatore del NapoliGennaro Gattuso, allenatore del Napoli

Gennaro Gattuso è riuscito in una piccola impresa: solo un allenatore nella storia del Napoli non aveva ottenuto alcun clean sheet nelle prime nove panchine azzurre, l’ungherese Eugen Payer nel 1938. Roba d’altri tempi, niente a che vedere con l’attualità del 2020. Si è fermato a otto, conquistando tuttavia una vittoria che certifica la bontà del proprio lavoro.

Squadra corta in Sardegna

Contro l’Inter avevamo visto un Napoli frangiflutti, in grado di abbassare i ritmi e portare la partita sui binari più congeniali, vincendo un match non bellissimo da vedere ma concreto. Ecco, la concretezza. Alla Sardegna Arena se n’è vista, al netto degli esclusi tra infortuni e scelte tecniche. Squadra corta (meno di 24 metri, secondo i dati del report della Lega) per non provare mai ad andare sotto - e conseguentemente rischiare di crollare -, esterni pronti per ripartire ed aprire il campo (curiosità: Elmas è il secondo giocatore della storia del campionato di A a giocare in una città il cui aeroporto si chiama come lui. Per il macedone altra prova molto positiva per la naturalezza con cui si muove sul campo).

Mertens, ma non solo

Ci sono diverse cose positive da registrare: la difesa chiusa, con Manolas e Maksimovic in grado di mettere la museruola a Joao Pedro e Simeone; i terzini in grado di spingere solo in condizioni di sicurezza e senza troppa insana libertà; la crescita di fiducia da parte di Fabian; il sacrificio di Zielinski in fase di interdizione dopo l’uscita di Demme; il 4-1-4-1 in fase di possesso in grado di garantire ampiezza in ripartenza. Certo, la partita l'ha risolta un guizzo di Mertens: il Napoli ce l'ha, il Cagliari no. Troppo semplicistico ridurre il match a questa cosa? Può darsi, ma tant'è.

La strategia della tensione di Rino

Ce ne sarebbero tante altre, ma ci concentriamo su un dato: mentalmente il Napoli sembra essere più rilassato, sempre sì consapevole delle sue doti ma con un atteggiamento diverso. Dovuto forse ad un Gattuso con i piedi ben piantati per terra: per lui il Napoli non è guarito e ciò forse può essere ricondotto anche ad una strategia volta a tenere i calciatori sempre sul filo del rasoio. Sempre in bilico, senza chance di rilassarsi eccessivamente: l’esempio di Allan è lampante. Gattuso è coerente e persegue una linea che lo ha portato a vincere cinque delle ultime sei partite giocate: non giocando il miglior calcio possibile, certo, ma mettendone in atto uno certamente pragmatico con potenzialità ancora da sviluppare.

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