Troppa paura... perchè?

Editoriale  
Troppa paura... perchè?

Sconfitta che lascia dubbi sul carattere della squadra

di Dino Viola

Possiamo dire che è stato un Napoli sin troppo timoroso? Poco incisivo? Per nulla aggressivo? Di sicuro si è smarrito quell’undici capace di vincere a Milano e a Roma, compatto e pericoloso in attacco. Si sono rivisti gli svarioni difensivi palesati col Crotone, purtroppo, ed hanno anche pesato. Il gol di Ronaldo dopo tredici minuti ha subito complicato il tutto: troppa leggerezza nel raddoppio tra Insigne ed Hysaj su Chiesa, piena libertà concessa da tutta la difesa al portoghese.

Discutibile la scelta di far partire dal primo minuto Lozano: il messicano è apparso alquanto svagato e fuori forma, troppo fuori dal gioco. Un peccato, se non un errore, lasciare Politano in panchina. Il tocco di Alex Sandro in piena area di rigore su Zielinski è da penalty, senza troppi giri di parole, ma questo non è il momento di cercare alibi per una prestazione al di sotto delle attese. Se ti giochi una buona fetta di qualificazione alla prossima Champions, non puoi farlo con così poca convinzione e con poca concentrazione.

La sensazione è che ci sia stato il timore di aggredire un avversario in crisi: è mancata la spensieratezza e anche un pizzico di sfrontatezza. Eppure chi rischiava di più erano i bianconeri. Il Napoli non ha mai premuto sull’acceleratore, sempre con la stessa andatura quasi soddisfatti del solo possesso palla. 

Per capire in pieno la prestazione degli uomini di Gattuso occorre anche una riflessione sull’avversario. In tutta onestà non si è vista una Juventus tanto diversa dal derby col Torino o dal match col Benevento. E se la difesa azzurra è stata disattenta, Mertens non ha dato notizie di sé ed Insigne si è fatto dare la palla ma non ha inciso.

Il raddoppio di Dybala è arrivato in un momento di stanca della partita ma è servito a far ripartire le lodi degli addetti ai lavori che descrivono Chiesa come un marziano e decantano i numeri di Ronaldo. Il rigore di Insigne è solo un break prima di omaggiare un allenatore come Pirlo che torna ad essere predestinato. Juve rianimata, per la seconda volta dopo la finale di Supercoppa. Concesso il bis ma non è il momento di smarrirsi, la corsa al quarto posto deve continuare ma con più cattiveria altrimenti è dura.

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