"Scontento tra scontenti", la profezia di Giuffredi: il bluff del gruppo unito diventato polveriera

Editoriale fonte : di Salvio Passante
Scontento tra scontenti, la profezia di Giuffredi: il bluff del gruppo unito diventato polveriera

Calciomercato Napoli, la profezia di Mario Giuffredi datata 8 agosto 2023:

"Dopo vari confronti con il presidente, sia di persona che telefonici, con uno scambio anche vivace di punti di vista, credo che De Laurentiis non abbia riconosciuto il giusto valore al mio assistito. Un qualcosa che io ritengo assurdo per quanto dimostrato da Mario Rui, riconosciuto dalle statistiche come uno dei migliori terzini della serie A. Ho comunicato io al presidente e Mario Rui al mister che se dovesse arrivare un’eventuale proposta chiederemo la cessione. Se non dovesse arrivare un progetto convincente allora rimarremo e ci sarà un ulteriore giocatore scontento nella squadra degli scontenti”

Queste le parole profetiche di Mario Giuffredi, datate 8 agosto 2023. L'agente di Mario Rui, che rappresenta nel Napoli un mini blocco di giocatori piuttosto influenti come Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano, ma anche Gianluca Gaetano e Micheal Folorunsho in prestito rispettivamente al Cagliari e Verona, in quel caso e senza peli sulla lingua, rispecchiando a pieno il proprio carattere acceso e spiccata personalità, manifestò pubblicamente il proprio dissenso per il mancato riconoscimento economico per il proprio assistito beccandosi una marea di insulti da migliaia tifosi ancora in estasi per la vittoria Scudetto.

Giuffredi De Laurentiis Di Lorenzo

Mercato Napoli, la profezia di Mario Giuffredi

L'agente partenopeo fu l'unico ad aver il coraggio di esporsi in maniera così netta a difesa dei giocatori freschi di tricolore per il presunto atteggiamento poco riconoscente della SSC Napoli nei confronti dell'intero gruppo.  

Mai nessuno avrebbe mai immaginato che lo spogliatoio del Napoli, all'apparenza unito e coeso, potesse essere invece nella realtà dei fatti una polveriera capace di tritare in pochi mesi tre allenatori di esperienza di fila (Garcia, Mazzarri, Calzona) e collezionare magre figure in campionato venendo buttati fuori perfino in coppa Italia dal Frosinone oggi con mezzo piede in B.

Ebbene oggi questa è la triste realtà.

Giuffredi, che in maniera straordinaria sotto l'aspetto dell'intermediazione è riuscito a strappare il rinnovo a tutta la sua scuderia in rapida successione con ingaggi al rialzo, aveva lanciato giustamente l'allarme perchè da insider indirettamente percepiva in maniera lampante l'umore della rosa tutt'altro che positivo.

Che serpeggiasse malumore l'aveva confermato in un'intervista a Mola Tv pure il messicano Hirving Lozano:

"Sono state fatte diverse scelte non giuste all'inizio del campionato e questo poi si è visto in campo. Avevano detto che volevano abbassare gli stipendi e altre cose. Io avevo capito che questo non era giusto nei confronti della squadra. Questo potrebbe essere uno dei problemi di quest'anno".

Tutto confermato dai fatti.

Le origini di questa crisi sono talmente profonde che c'è la necessità di individuare i colpevoli. Le responsabilità sono da dividere tra Aurelio De Laurentiis, in larga percentuale, e il gruppo stesso, quest'ultimo svuotato di stimoli e in piena crisi fisica e psicologica.

La pazienza però si sa ha un limite ed ecco che tutto il disappunto da parte della piazza è esploso al Castellani di Empoli.

Sotto la curva però ci sono andati solo il capitano e Matteo Politano. Anche questa è un'immagine di spaccatura del gruppo, perchè si vince e perde tutti insieme. Gli applausi e pure i fischi si incassano tutti insieme. E invece no, anche in questo caso figli e figliastri, con pochi ad avere gli attributi a confrontarsi con i supporters al seguito in Toscana.

L'epurazione è necessaria, non c'è altra strada. Come è necessario che a fine anno De Laurentiis ci metta la faccia rispondendo con un contraddittorio alle domande degli addetti ai lavori.

Le scuse, già date in conferenza rendendosi conto ma non al 100% del disastro da lui creato, non bastano. Per ripartire bisognerà resettare completamente, svuotando il sacco senza lasciarsi nulla alle spalle. Programmare seriamente, investire su un nuovo undici titolare e figure dirigenziali capaci.

Solo così si potrà rimuovere il ricordo degli 'scontenti vincenti'.

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