Mister, ma vale la pena fare tante piccole rinunce per un trequartista adattato?

Editoriale  
Carlo Ancelotti in Juventus-NapoliCarlo Ancelotti in Juventus-Napoli

Il Napoli gioca con il trequartista, ma di trequartisti puri in rosa non ne ha. È stato costruito per James Rodriguez, ma il colombiano non è mai arrivato.

Il Napoli si è allenato nei mesi di luglio e agosto considerando l’inserimento di un trequartista puro: James Rodriguez. Al primo settembre, domani alle ore 22 termina il calciomercato, il colombiano è un giocatore del Real Madrid e non risultano stravolgimenti di sorta. 

A questo punto è lecito chiedersi se questa squadra sia strutturata per avere un trequartista centrale. Senza nemmeno soffermarsi sui numeri 4-2-3-1 o 4-4-2, la sostanza non cambia. 

A memoria Lorenzo Insigne ha sempre reso meglio avendo alle spalle un centrocampo con tre in mediana, piuttosto che due. Perché questo gli permette di ricoprire meno campo in fase di non possesso (Italia di Ventura docet). E soprattutto che gli consenta di stare più alto quando ha la palla.

Fabian ha dato il meglio di sé partendo leggermente defilato nella zona di metà campo. Alle spalle della punta ci arrivava, non partiva da quella posizione con una visione spalle alla porta e ingabbiato tra centrocampisti e difensori avversari. Può essere un caso, ma all’Europeo Under 21 è stato eletto miglior giocatore giocando da mezzala di un centrocampo a tre con la Spagna.

Storicamente la figura del trequartista in Europa ad alti livelli è andata modificandosi: si è avuta una evoluzione del ruolo, con la nascita delle ali pure, con più velocità, e posizionate in una zona di campo meno ingolfata. In questo caso si tratta spesso di giocatori dotati di baricentro basso, con rapidità di passo e più esplosività nelle gambe (diamo per scontato che siano tecnici). O magari, un’altra evoluzione del ruolo, ha visto nascere il trequartista d’inserimento. 

Assodato che Fabian abbia un’abilità balistica sopraffina, non si può di certo definire un giocatore con baricentro basso e rapido nel breve. Ma contemporaneamente è uno che vuole palla nei piedi. E da lì nasce la volontà di tenere un giocatore come Simone Verdi: necessità tattica. 

Oltre al citato Insigne, è una bestemmia definire Fabian adattato in quel ruolo? E continuando, gli stessi Zielinski ed Allan trovano giovamento a dover coprire una fetta di campo più ampia? Forse fino a quando si gioca contro squadre qualitativamente inferiori l’assetto regge. Non bisogna dimenticarsi che davanti, comunque, si aveva la migliore d’Italia e una delle più forti d’Europa.

Se non si è voluto scendere nella banalità del modulo è perché a prescindere dai numeri gli allenatori sono da sempre alla ricerca di una costante: l’equilibrio. Quanti giocatori adattati sta costando al Napoli lo schieramento con un trequartista centrale? Perché checché se ne dica, non serve andare a Coverciano per capire che se hai un giocatore dietro la punta (Fabian) significa che ne stai togliendo uno alla densità in mezzo al campo. E in più costringi entrambi gli esterni a stare più bassi, coprendo più campo, e ad arrivare in zona gol con minor lucidità. E non stiamo ponendo una questione di modulo o ruolo, ma di caratteristiche congeniali a quella porzione di campo.

Magari per uno come James sarebbe valsa anche la pena fare qualche sacrificio sparso in mezzo al campo. In compenso si avrebbe un’esponenziale aumento di qualità negli ultimi 30 metri con un giocatore calzato per quel ruolo. 

Ma ci chiediamo, e lo chiediamo anche ad uno come Ancelotti che di calcio ne capisce più di tre quarti d’Europa (noi in primis), vale la pena fare così tante piccole rinunce per una figura tattica tutto sommato adattata?

Twitter: @LeonardoVivard

©Riproduzione riservata

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