La quinta scelta all'improvviso, Genova non può bastare!

Editoriale  
Simone Verdi, attaccante della SSC Napoli, in panchina a Roma contro la LazioSimone Verdi, attaccante della SSC Napoli, in panchina a Roma contro la Lazio

Quarantacinque minuti per diventare la quinta scelta "all'improvviso" di Carlo Ancelotti, soltanto quarantacinque minuti per un attaccante pagato in estate 25 milioni di euro: Simone Verdi è partito in sordina attendendo una vera chance per dimostrare il suo valore. Chance che il tecnico della SSC Napoli ancora non gli ha concesso: non può bastare, per gettarlo nel dimenticatoio, il primo tempo fallito (con una partitaccia) dall'intero undici titolare dei partenopei. Un primo tempo che è bastato a Carletto per sostituirlo, insieme a Lorenzo Insigne, provando a mischiare le carte in attacco (senza successo) e farlo scivolare, nelle scelte, di fatto alle spalle di Adam Ounas.

FOCUS SU SIMONE VERDI, LA GESTIONE ANCELOTTI

Il Napoli ha investito su Simone Verdi, credendoci già a gennaio, quando si era pensato a lui per rinforzare l'attacco di Maurizio Sarri per il rush finale della lotta scudetto con la Juventus, ma soprattutto in estate con un esborso consistente. Ma nè al Napoli nè all'attaccante ex Bologna può far piacere la situazione dopo 5 gare, 4 di Serie A e una di Champions League. Due sono gli episodi che hanno fatto storcere il naso all'azzurro e non solo:

  1. la tribuna nella gara di Champions League contro la Stella Rossa;
  2. ma soprattutto la sostituzione dopo 45' contro la Sampdoria.

Verdi in Sampdoria - Napoli

Ma davvero Simone Verdi era il capro espiatorio, insieme a Insigne, di un primo tempo confusionario e pieno zeppo di errori in difesa e a centrocampo contro la squadra di Giampaolo? Sicuramente non ha brillato, al di là di qualche guizzo (una palla al centro non sfruttata dagli azzurri e un inserimento perfetto per Allan non concretizzatosi da posizione accentrata), ma non può bastare un primo tempo in una trasferta difficile per il Napoli (forse la peggiore degli ultimi anni) per giudicare un attaccante che l'anno scorso ha brillato in Serie A con la maglia del Bologna con 10 gol, 10 assist e 35 presenze da titolare. Un calciatore abile sia di destro che di sinistro e ottimo rinforzo per lo sfruttamento dei calci piazzati (a proposito, punizione in Samp-Napoli: non ce ne voglia Lorenzo Insigne, ma lì calcia Simone!).

Lorenzo Insigne e Simone Verdi con la maglia della SSC Napoli

Verdi out in Stella Rossa - Napoli

Diversa può essere stata la valutazione fatta dal tecnico azzurro per Stella Rossa-Napoli su Simone Verdi: una gara in cui parti con i migliori a disposizione in attacco, quelli di cui più ti fidi, conoscendo l'inferiorità tecnica del tuo avversario. Una gara in cui mai pensi di andare in difficoltà (Ancelotti sapeva probabilmente che difficilmente si sarebbe ritrovato a dover rimontare uno svantaggio), al massimo puoi ritrovarti al 60' sullo 0-0: così è accaduto e allora scegli di portare in panchina Dries Mertens e Adam Ounas per garantirti, nell'eventualità a gara in corso, rapidità, estro e imprevedibilità. Probabilmente l'ex Bologna si aspettava di trovar spazio, magari di partire addirittura titolare: così non è andata, ma Simone ha mandato giù il secondo boccone amaro e si rilancia per trovare spazio e brillare fra Torino e il Parma.

Il futuro di Simone Verdi a Napoli

Sicuramente Carlo Ancelotti non lo getterà nel dimenticatoio, sicuramente la società (è stata chiara) punta molto su Ounas e Carlo Ancelotti ha dimostrato di essere in questo senso in sintonia con il club. Ma Simone Verdi non può e non sarà la quinta scelta in attacco (dietro, oltre al jolly Mertens, a InsigneCallejon e persino Ounas) di questo Napoli: un attaccante la cui carriera dimostra non essere attaccato ai soldi, ma soltanto attaccato al pallone. E' per questo che non vede l'ora di tornare a dare calci a quel pallone in gare ufficiali con la maglia del Napoli.

Simone Verdi e Carlo Ancelotti in Napoli - Chievo

Non sarà certamente felice di non riuscire a dimostrare il suo enorme valore e (con tutto il rispetto per l'algerino) di partire anche dietro a Ounas nelle gerarchie dell'allenatore del Napoli che stima tantissimo. Il suo sogno? Tornare in campo giocando allo stadio San Paolo di Napoli da titolare, magari proprio mercoledì contro il Parma. Ma già domenica, alle ore 12.30, contro il Torino potrebbe avere una rivincita che merita per dimostrare di non essere la quinta scelta: Genova non può bastare...

di Manuel Guardasole - Twitter: @MGuardasole

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