Diciamoci la verità su Politano

Editoriale  
Diciamoci la verità su Politano

Politano, ottimo rinforzo o flop? Ecco la verità

Il primo squillo dopo mesi e mesi di grigiore e critiche. Da 'rinforzo di lusso' a oggetto misterioso. Addirittura bidone per qualcuno. Ieri, con colpevole ritardo, arriva finalmente la prima firma stagionale di Matteo Politano. Un goal che salva un Napoli brutto e svuotato, senza stimoli e senza troppo mordente, e che al contempo rilancia se stesso dopo sei mesi di grossi punti interrogativi. 

Ma chi è davvero Politano? Qualcuno lo immaginava come il salvatore della patria della fascia destra. Altri speravano che fosse l'erede di Callejon. Diciamoci la verità: Politano è un'ottima alternativa. Ottima, ma pur sempre alternativa. Nient'altro. Almeno a Napoli. In questo Napoli. Non è un caso che il club lo abbia cercato in due sessioni invernali. I campioni in inverno non si muovono. E lui è sempre stato visto come un giocatore per allungare la rosa, non per gettarci le basi. A riprova di quanto appunto detto: un'alternativa importante. Ma pur sempre un'alternativa. Sia per il livello tecnico che vi è in azzurro, sia per età e curriculum del calciatore. 

Ma al contempo non è nemmeno un brocco totale come qualcuno lo ha voluto disegnare. La verità, come spesso accade, è nel mezzo. Politano è uno spaccapartite, uno che può far la differenza soprattutto subentrando. Tipo come accaduto ieri al San Paolo. Quando saltano alcuni equilibri e la stanchezza si fa sentire, è lì che può affondare. Non è un trascinatore, non è un profilo di quelli capaci di prendere per mano la squadra sotto ogni punto di vista. Ma con la giusta condizione e motivazione può diventare un'insidiosa spina nel fianco. Il problema di Politano in azzurro, finora, è stato essenzialmente uno: non avere un titolare di spessore davanti a sé. Fosse successo, non sarebbe stato tanto esposto come è accaduto in questo semestre. 

Detto ciò, è chiaro il giocatore ha avuto le sue responsabilità. Le aspettative per il prezzo, prima di tutto: tra prestito oneroso e riscatto obbligatorio tra un anno, ballano oltre 20 milioni di euro. Tutt'altro che pochi per un giocatore utile prima di tutto ad aumentare la profondità della rosa. Poi perché chiamato a portare verve e brillantezza su una corsia in netta difficoltà tra un Callejon sfiancato e svuotato pre-lockdown e un Lozano che non ha mantenuto l'hype sul suo conto. Avrebbe dovuto portare brio sulla fascia sin da subito, invece inizialmente non è riuscito ad innalzarsi su livelli maggiori dei suoi compagni di reparto.

Qualche prova appanata, gli schemi da imparare, tanto da riportare Gattuso a puntare su un Callejon nel frattempo rigenerato alla ripresa. Non è solo questione di goal, certo: a fronte di tante giocate buone - ma non concretizzate -, mai quel guizzo davvero decisivo. L'unico episodio impresso di questo 2020, fino a ieri sera, era il rigore segnato contro la Juventus in Coppa Italia con tanto di risposta polemica alla panchina bianconera a bordocampo. 

Tutto ciò induce anche a una riflessione chiara: va bene Politanoma serve comunque un vero erede di Callejon. Un giocatore che in quella posizione possa garantire qualità, incursioni e soprattutto goal. Lo ha dimostrato anche la gara col Bologna: il Napoli crea tanto, ma fatica a finalizzare. Un problema che andrà rimediato puntando sul numero 9 giusto, ma provandoci anche con un esterno che abbia tanti goal nelle corde. Puntare sulla coppia Lozano-Politano, solo per provare a salvaguardare due investimenti importanti da oltre 60 milioni di euro, rischierebbe di rivelarsi controproducente sul piano tecnico. Serve coraggio e una sterzata: c'è bisogno di una fiammata sulla destra

di Pasquale Edivaldo Cacciola 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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