Premier League, nuova rivoluzione per gli arbitri: la scelta che in Italia ancora non arriva
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Mentre in Italia prosegue l'attesa per la nomina del nuovo designatore arbitrale, dall'Inghilterra arriva una nuova riforma destinata a incidere profondamente sulla gestione dei direttori di gara. La Premier League continua infatti a investire nell'evoluzione del proprio sistema arbitrale, puntando su formazione, valutazione e meritocrazia.
Premier League e arbitri: nasce un nuovo modello basato sul merito
Il calcio inglese conferma così la propria volontà di innovare. Dopo le grandi riforme che negli anni hanno trasformato gli stadi, introdotto nuove tecnologie e reso il campionato un punto di riferimento mondiale, la Football Association ha annunciato un ulteriore passo in avanti.
La novità principale riguarda la nascita della Pro Ref (Professional Game Referees), struttura che prende il posto della precedente PGMO con l'obiettivo di migliorare la preparazione e la gestione degli arbitri del calcio professionistico inglese.
Alla base del progetto c'è l'Elite Referee Development Plan (ERDP), un programma che punta a rafforzare la formazione tecnica, il monitoraggio delle prestazioni e la crescita dei direttori di gara, creando un percorso più dinamico e orientato al rendimento.
Cambia anche l'organizzazione delle categorie arbitrali. I gruppi Select Group 1, Select Group 2 e la Supplementary List saranno riuniti in un unico Professional Referee Group, destinato a operare tra Premier League e Championship. L'obiettivo è valorizzare gli arbitri più meritevoli, favorendo promozioni e designazioni in base alle prestazioni piuttosto che all'appartenenza a un gruppo prestabilito.
Il modello inglese rappresenta l'ennesima dimostrazione di una strategia di lungo periodo che ha già permesso alla Premier League di diventare il campionato più ricco e seguito al mondo. In Italia, invece, il settore arbitrale vive una fase di stallo, con l'AIA ancora impegnata nella scelta del nuovo designatore e senza riforme strutturali già definite.
Il confronto tra i due sistemi evidenzia approcci differenti: da una parte un percorso di continua evoluzione, dall'altra un momento di attesa che lascia ancora aperti diversi interrogativi sul futuro della classe arbitrale italiana.
