La Guerri Napoli si riprende, Varese annientata! Magro resta in panchina, ottimo debutto di Doyle

Basket ico calendario ico orologio07:22  
La Guerri Napoli si riprende, Varese annientata! Magro resta in panchina, ottimo debutto di Doyle

Ultimissime Napoli Basket

Notizie basket Napoli - Splendida vittoria della Guerri Napoli che supera la Openjobmetis Varese per 104-75, nella gara valevole per la ventitreesima giornata del campionato di Serie A, disputata all’Alcott Arena. Gli azzurri, con il debutto di Milton Doyle, giocano un gran primo tempo, chiuso sul 47-19, e gestiscono nella ripresa con una straordinaria prestazione.

Parte bene la Guerri Napoli trascinata da Leonardo Totè e Flagg, Varese risponde con Iroegbu che realizza i liberi del 6-10, la tripla di Flagg porta il punteggio sul 15-6. Difendono bene gli azzurri, Guglielmo Caruso recupera palla e schiaccia in contropiede, costringendo Kastritis al time-out. Nel finale di parziale Varese trova la prima tripla con Stewart ma gli azzurri, con Caruso e Bolton, chiudono avanti sul 25-13.

La Guerri Napoli inizia fortissimo il secondo quarto con un parziale di 16-0 con il primo canestro in maglia azzurra di Doyle ed il gioco da 3 punti di Bolton, il punteggio a metà quarto è 38-13. L’Openjobmetis Varese segna il primo canestro con Stewart dopo 6 minuti. La tripla di Doyle porta la Guerri Napoli sul +30, il quarto si chiude sul 47-19 per gli azzurri dopo il canestro di Moore.

Nel terzo parziale Varese sembra partire bene con uno 0-4 di parziale ma la Guerri Napoli risponde subito con Bolton. Scambio di triple tra Iroegbu ed El-Amin, Whaley cancella Nkamhoua, a 5 minuti dall’ultimo intervallo siamo sul 57-28. Napoli corre in contropiede e Totè schiaccia, Iroegbu segna da 3 punti, Doyle in entrata, nuova tripla per Freeman. Nelle ultime azioni Varese trova ancora un canestro da 3 con Librizzi, Stewart segna i liberi, Bolton fa canestro in entrata. Si va all’ultimo intervallo sul 73-44 con la tripla sulla sirena di Doyle.

Nell’ultimo quarto gli azzurri, trascinati da El-Amin e Doyle, allungano ancora. Il match si chiude 104-75 in favore della Guerri Napoli. Gli azzurri torneranno in campo domenica prossima 29 marzo alle ore 17:00 sul campo della Vanoli Cremona.

Tabellino:
Whaley 8, Flagg 12, El-Amin 15, Faggian 3, Marshall 5, Gloria, Treier 2, Gentile, Doyle 18, Caruso 6, Totè 16, Bolton 19.

Dichiarazione Coach Alessandro Magro:

“Abbiamo, penso, iniziato il nostro periodo di difficoltà a Varese e speriamo di aver un po’ scacciato i problemi, chiudendo il cerchio con Varese. Abbiamo fatto sembrare questa partita facile, ma non lo era: è una squadra che forza gli avversari a 18 palle perse e siamo stati molto disciplinati. Abbiamo alternato i protagonisti all’interno della partita.

Abbiamo giocato difensivamente una partita molto, molto attenta, sapendo cosa volevamo assolutamente togliere, quindi la loro capacità e possibilità di attaccare l’area per innescare tiri da tre punti, anche se poi ne hanno fatti comunque 40 di tiri.

Non vorrei sembrare il solito che vuole fare il bastian contrario: è solo una vittoria, un po’ come quando ti viene la febbre e prendi l’antibiotico. È una vittoria, però è una vittoria importante. Una vittoria importante per come è arrivata, per la squadra, per il morale, un segnale per il pubblico, perché abbiamo detto che vogliamo — vorremmo — che questo fosse un progetto sul quale costruire, e i progetti passano anche dai momenti di difficoltà.

Sicuramente siamo stati — e forse non siamo ancora usciti — da un momento di difficoltà. C’è bisogno di capire bene come ricostruire la chimica dei giocatori, però avete visto anche stasera un giocatore come Milton Doyle che, dopo due allenamenti, ci ha dato la possibilità di mettere dei punti a referto, fare dei canestri anche nei momenti in cui magari la palla ha girato meno. Questo giocatore sicuramente ci mancava.

Era quello che avrebbe dovuto fare NZ. Lo ha fatto in alcune partite sì, in alcune partite no, poi si è fatto male. Umanamente parlando, ovviamente dispiace che ci sia la contestazione, però torno a due settimane fa: è assolutamente comprensibile. Assolutamente comprensibile.

Quindi sta a noi dimostrare che questa è una squadra sicuramente fragile, che è stata ed è in difficoltà, ma non è una squadra disinteressata: è semplicemente una squadra in difficoltà. Stasera speriamo di aver scacciato una parte di queste difficoltà.

Ovviamente qui parlo per me, ma non c’è bisogno di fare grandi statement o dichiarazioni. Penso di essere, insieme a James, tra i non napoletani quelli che ci tengono più di tutti a rendere Napoli grande. Ripeto: è solo una partita. Speriamo che possa essere la partita che ci dà quella scintilla che riaccende il fuoco, lo accende nella squadra e lo accende fuori dal campo”

Uno dei temi della settimana che è passata: si è discusso tanto anche della sua posizione. Hai avuto un confronto con la squadra, la risposta dei giocatori e anche la presenza oggi della società: come l’ha vissuta?

Intanto la presenza della società è sempre importante. È ovvio che non può essere costante, visto che la proprietà non è italiana, ma abbiamo sempre Flavio qua, abbiamo quelli che quotidianamente sono con noi. Avere Matt e Vin qui è stato sicuramente importante.

Puoi spendere energie solo sulle cose che puoi controllare. E quello che posso controllare — intanto siete fortunati — è che non leggo niente, non leggo veramente niente per scelta. Mi è capitato di ricevere messaggi dove mi dicevano: “Ho letto, ho sentito, hanno scritto”. Credetemi, io non leggo niente.

Mi concentro sulle cose che posso controllare: la qualità dell’allenamento, la capacità di provare a far giocare la squadra nel miglior modo possibile. Ripeto: io sono qua e ci vorrei rimanere, perché mi sento a casa. Se avessimo perso e non fossi più l’allenatore di Napoli, fa parte del mio lavoro. Mi guarderei allo specchio e direi cosa ho fatto bene, cosa ho fatto male, quali sono le mie responsabilità e quali sono da condividere. Fa parte del percorso.

Quello che potete assolutamente scrivere è che non mancherà mai la mia professionalità, il mio essere Alessandro Magro, al di là di essere allenatore, e l’impegno per cercare di far performare la squadra al meglio possibile, al netto del risultato.

Ho sempre fatto così e continuerò a fare così. Non sono immune da errori, ma credimi: non è perché abbiamo vinto di 30, la settimana è stata uguale a tutte le altre. Perché è l’unica cosa che posso controllare: la qualità del lavoro con i ragazzi in campo e con lo staff.

Poi ci sono gli avversari, le partite: oggi abbiamo costretto gli altri a fare uno su 21 da tre, ci sono state partite dove gli altri hanno fatto 12 su 20. Le partite sono tutte una storia a sé. Anche dentro la partita ci sono momenti.

Per quanto riguarda me, non ti dico queste cose perché abbiamo vinto: te le dico perché, se dopo 7 mesi avete imparato a conoscermi, sono fatto così. Posso solo provare a essere il miglior allenatore possibile e la miglior persona possibile. È ovvio che se si vince aiuta anche voi a crederci”

Quanto l’arrivo dei nuovi ha cambiato l’inerzia della squadra?

“Ti sei dimenticato uno importante: Whaley. Ha fatto una partita difensiva clamorosa. Clamorosa, clamorosa. E ti dico anche Caruso: nei primi cinque minuti ha perso tre rimbalzi, ma c’è anche un modo diverso adesso di cercare i due lunghi quando giocano insieme, con più utilizzo del gioco sotto.

Non è questo il momento di fare la timeline di tutto quello che è successo dall’inizio dell’anno. È ovvio che questa non è la squadra, per numeri e potenziale, che era stata costruita all’inizio. Non lo è per budget e non lo è perché c’erano giocatori diversi.

Quando ci siamo trovati in difficoltà abbiamo cercato giocatori che potessero aumentare il livello difensivo: Marshall, Whaley. Whaley è un giocatore che in attacco non ha bisogno della palla: se deve tirare tira, ma non vive di possessi. Avevamo bisogno di un “glue guy” e lo sta facendo bene, sempre meglio settimana dopo settimana.

Un’altra cosa: nessuno dei nuovi è inquinato dal passato di questa squadra, non si porta dietro le scorie. Abbiamo perso partite che pensavamo di poter vincere per errori stupidi. I nuovi non sanno niente di questo: portano talento e hanno ricostruito gli equilibri.

E poi c’è una legge semplice: quando nel tuo ruolo hai uno che può toglierti i minuti, ti tuffi sul parquet. Avere oggi 12 giocatori cambia tutto. Gioca chi se lo merita. Mi prendo la responsabilità di non averlo fatto prima, ma avere Marshall e Doyle dalla panchina è diverso. Non è una scusa, è un’analisi: abbiamo più qualità e più opzioni”

Si poteva intervenire prima? E quanto conta la società?

“Parto dalla fine: è assolutamente importante. Non era scontato che io allenassi oggi. In tante realtà, dopo Cantù, ci sarebbe stata una decisione. Questo è un attestato di fiducia.

Sull’atteggiamento: anche in cinque deve esserci. Ci sono state partite in cui è mancato. Questa squadra però non ha mai completamente mollato: ha avuto blackout nei momenti. Si spegneva dentro la partita.

Sì, forse si poteva arrivare prima a certi cambiamenti, ma la risposta è legata a quello che dicevo: più giocatori, più opzioni. Se uno non è in partita, ce n’è un altro.

Sui cambiamenti: la responsabilità mia e di James è che non mi piace cambiare tanto per cambiare. Abbiamo ripreso Toté, preso Marshall, poi Doyle per un infortunio, e Whaley dopo il taglio di Simms. Ci sono tempi tecnici: contratti, visti, voli. La società è stata tempestiva e James è stato super.

Non volevamo portare corpi, ma inserire pezzi con un senso. È facile parlarne dopo una vittoria di 30, ma oggi un senso in più si vede”

Questa partita può essere uno switch per il futuro?

“Se questa era la partita fondamentale, la prossima lo è ancora di più. La partita importante è a Cremona. Non è mai facile giocare in trasferta in Italia, ma quella può consolidare qualcosa.

Io, comunque, a Cantù avevo visto cose buone nonostante il risultato. Avevo detto ai ragazzi: costruiamo su quella partita, sull’atteggiamento, sulla voglia — anche di fare gli huddle senza time-out, di parlarsi, di aggiustare.

Adesso ricostruiamo su questa. La partita di Cremona è fondamentale perché ci dà ossigeno, fiducia e la possibilità di giocare più liberi contro una delle migliori squadre del campionato.

Però pensiamo una partita alla volta, un allenamento alla volta. Vogliamo dare qualità a quello che facciamo e continuare a crescere. Abbiamo fiducia, ma serve continuità”

Dichiarazione Milton Doyle:

"È stata una grande partita della squadra. Mi è piaciuto molto giocare in questo ambiente, è stato davvero stimolante. Sono molto contento della mia prestazione e ringrazio i miei compagni. Ora guardiamo partita dopo partita, preparandoci per un gran finale di campionato."

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top