"Se dovesse essere ceduto mi dispiacerebbe molto": il trenino di Saint-Priest-en-Jarez e la scommessa vincente da Sarri

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Se dovesse essere ceduto mi dispiacerebbe molto: il <i>trenino</i> di Saint-Priest-en-Jarez e la <i>scommessa</i> vincente da Sarri

di Claudio Russo – twitter:@claudioruss

Saint-Priest-en-Jarez è una piccola cittadina di poco più di seimila abitanti, facente parte della regione del Rodano-Alpi: sud-est della Francia. A leggere Wikipedia, si apprende che è ricco di otto parchi naturali e di siti unici come il Monte Bianco e le Gole dell’Ardèche, Rhône-Alpes offre paesaggi molto vari: montagne, vigneti e dolci vallate, campi di lavanda, di girasole e oliveti. Ma anche di terzini sinistri, potremmo aggiungere.

Da Saint-Priest-en-Jarez a Napoli passando per Saint-Étienne. Da un santo all'altro, per arrivare in una città dove il santo patrono, San Gennaro, è al limite della venerazione così come Maradona. Dal santo al calcio il passo è breve. E se, da ieri sera, ad essere venerato è Lorenzo Insigne dopo la splendida doppietta a San Siro, non bisogna dimenticare che il calcio è un gioco di squadra. Si gioca in 11, ed al fianco di Insigne c'è stato un altro giocatore che ha disputato un'ottima prestazione coronata da un...autogol di Rodrigo Ely

Ad inizio stagione Faouzi Ghoulam non è che fosse molto sicuro di rimanere a Napoli: scalpitava in nome di un paio di interessamenti, quelli del Paris Saint-Germain (che ha virato su Kurzawa) e dell'Inter (che ha virato su Alex Telles) mai realmente concretizzatisi. Le prime panchine in pre-stagione, con Sarri che gli preferiva un Hysaj adattato perchè, tatticamente, più pronto dell'algerino: "Se dovesse essere ceduto mi dispiacerebbe molto. Ha qualità e grossi margini di miglioramento in fase difensiva. Può diventare un giocatore di primo livello" diceva l'ex Empoli. Forse aveva ragione: scommetteva su di lui, e gli ha dato spazio non appena ha appreso i movimenti maniacali della linea difensiva.

La prova espressa a San Siro, su quella fascia sinistra dove sono arrivati più del 50% degli attacchi del Napoli (più precisamente il 54.7%), ha visto sì Faouzi Ghoulam toccare per 55 volte il pallone, ma lo ha visto anche attaccare la profondità con una facilità impressionante: 78.3% di passaggi completati (54/69), un paio di tackle vinti, cinque palloni recuperati, più in generale una qualità che non sempre avevamo visto in questi mesi. Anzi, più volte si è finiti per evidenziare le mancanze difensive che hanno portato il Napoli a subire più gol del previsto.

"Ho imparato una grande cultura vincente ed il fatto di aver perso le semifinali di Europa League e Coppa Italia, così come l'essere fuori dalla Champions League, l'ho vissuto come un fallimento. Dobbiamo imparare la lezione in vista dell'anno prossimo" diceva Faouzi nel mese di luglio, un mesetto prima che le voci di mercato si intensificassero. Non è andata così, per fortuna. Ma adesso, dopo questo filotto di prove convincenti, schiodarlo da quella fascia sinistra sarà quasi impossibile. 

Uno dei maggiori successi letterari dello scrittore algerino Abd al-Hamid Benhaduga si intitola "Domani è un altro giorno": racconta di vicende realmente accadute in un’Algeria alla vigilia di grandi cambiamenti. Lo stesso grande cambiamento che ha subito Faouzi Ghoulam, che dall'oggi al domani matura sempre di più. Ma se è vero che domani è un altro giorno, allora è possibile immaginare che i margini di miglioramento del trenino di Saint-Priest-en-Jarez siano ancora molto ampi...

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