Il Napoli perde la testa e, con ogni probabilità anche la Champions. Il 2-0 di Bologna contro i rossoblu di Pioli è una punizione giusta, meritata, che ha messo nuovamente in risalto le difficoltà di una squadra che sembrava aver ripreso la marcia giusta. Un primo tempo a ritmi altissimi, con gli azzurri che hanno la possibilità di passare in vantaggio prima con Hamsik che da due passi spara su Agliardi e poi con Cannavaro che colpisce la traversa. Il Bologna però non ci sta ed alla prima opportunità punisce i partenopei con Diamanti; il centrocampista rossoblu non ha esitazioni e piazza la palla alla sinistra di De Sanctis. Nonostante lo svantaggio, il team di Mazzarri non si perde d’animo; un irriconoscibile Cavani, però, spreca da due passi due occasioni nitide per pareggiare i conti. Nella ripresa ci si aspetta il forcing offensivo degli azzurri ma in realtà il Napoli si limita ad attacchi senza logica, lasciando al Bologna praterie immense per ripartire in contropiede; ed al 18’ è Rubin, appena subentrato ad Acquafresca, a gelare i diecimila tifosi partenopei accorsi da ogni parte d’Italia, mettendo la palla alle spalle di De Sanctis. Gli azzurri scompaiono letteralmente dal campo concedendo ai felsinei numerose chance di calare il tris. Mazzarri prova a cambiare gli uomini in campo ma lo fa con poca lucidità; discutibili le sostituzioni di Maggio ed Inler rispettivamente per Lavezzi e Dzemaili. Il Pocho è completamente un corpo estraneo mentre lo svizzero perde la testa nel finale facendosi espellere per un duro faccia a faccia con Morleo. Gli animi si accendono ma alla fine a gioire è il Bologna. Al Napoli non resta che fare un duro e severo esame di coscienza.


