San Paolo, mai più deroga UEFA: in arrivo seggiolini nuovi, De Laurentiis ha stanziato il budget
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di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
"Per lo stadio abbiamo convocato gli stessi architetti dello Juventus Stadium, per consegnare il progetto di massima al Comune. Dopo di che si passerà al progetto attuativo e ci vorranno 60-90 giorni d'attesa, poi ci sarà un periodo in cui il Comune darà il via libera. Se loro fossero celeri nel darmi l'ok, potremmo cominciare il 1 marzo dell'anno prossimo, ma anche prima". Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato abbastanza chiaro sui suoi progetti, ancora sulla carta, per il restyling dello Stadio San Paolo.Uno stadio che cade a pezzi, che sfigura a confronto con la stragrande maggioranza degli stadi europei e fa a botte con gli stadi della Serie A per non essere il peggiore in quanto a struttura e condizioni igieniche. Uno stadio che, stando a quanto riportato ieri da Repubblica, necessiterebbe di circa 1 milione e 200 mila euro di spesa quantomeno per la messa in opera dei seggiolini degli spalti. Il progetto di ristrutturazione andrà presentato entro fine mese per scongiurare l'ennesimo pericolo di 'addio' da parte del Napoli al suo stadio.
In occasione degli allenamenti delle squadre avversarie di Europa League si ha sempre la possibilità di ammirare lo stadio totalmente vuoto: l'immagine è al limite del raccapricciante, da una parte i teloni UEFA coprono una parte della struttura mentre, dall'altra, sono visibili larghi vuoti sugli spalti perchè i seggiolini rossi, vecchi e sporchi, in certi casi mancano del tutto. Sono lontani i tempi dei roghi in caso di risultati pesantemente negativi, decisamente più recenti i lanci delle sedute risalenti alla partita Napoli-Trabzonspor con il settore ospiti che, in occasione dei 'festeggiamenti' del 61° minuto, vedeva i turchi in gara tra loro per il lancio del seggiolino.
Nei lavori programmati dal Comune, quelli più d'emergenza, ci sono i bagni da sistemare e l'impianto elettrico da mettere in sicurezza. Nonchè i seggiolini. Che, peraltro, sono uno dei punti chiave delle deroghe UEFA che si sono susseguite in questi anni. Le condizioni espresse dalla UEFA per ottenere la licenza sono chiarissimi. Le sedute individuali devono essere:
- fissati al suolo;
- numerati;
- separati gli uni dagli altri;
- costituiti da materiale resistente ed ignifugo;
- confortevoli e di forma anatomica;
- muniti di schienale di un'altezza minima di cm 30 misurata a partire dal sedile.
Le caratteristiche, le dimensioni ed i sistemi di ancoraggio di tali seggiolini sono riportati nelle norme unificate nazionali ed europee (UNI 9931 e UNI 9939), che vi riportiamo in allegato.
Di queste sei caratteristiche, l'ultima rende i seggiolini del San Paolo non a norma. Brutti, anonimi, non utilizzabili se non poggiando dei giornali per mascherare le condizioni igieniche disarmanti. Qualche mese fa si tenne una riunione tra il Comune di Napoli ed alcuni rappresentanti della SSC Napoli sulla questione stadio. Se ne parlò abbastanza, eppure di fatti scritti ed ufficiali non se ne vedono ancora. Parole senza seguito, barcamenandosi su di una convenzione rinnovata anno dopo anno e della quale faremmo tutti a meno.
Capiamo l'esigenza di dotarsi di uno stadio quantomeno vivibile, non si chiedono sedute come quella dello Juventus Stadium con lo schienale fisso ed il seggiolino reclinabile: ma che almeno vengano sistemate almeno le cose basilari di uno stadio che ogni giorno di più fornisce dubbi sull'effettiva 'civiltà' dello stesso. Tra seggiolini non a norma UEFA e bagni che fanno passare la voglia di fare i bisogni (è capitato, nei bagni di tribuna, di imbattersi in orinatoi otturati: potete immaginare la situazione). Nel frattempo De Laurentiis, per la prima volta, decide di investire soldi personali nel San Paolo. Ma il Comune, in vista delle elezioni dell'anno prossimo, rallenta sempre tutto anche in nome di una burocrazia davvero troppo lenta.
A perderci, stavolta, è Napoli intesa come collettività. Non solo i tifosi, tutti. Però poi non lamentiamoci se il Paris Saint-Germain annulla il pernottamento post-amichevole (come riferito dallo stesso De Laurentiis), se bisogna ogni anno rincorrere la deroga UEFA, se bisogna aprire gli ombrelli mentre si lavora causa coperture fantasiose, se bisogna avere il coraggio di definire stadio una situazione del genere, una situazione impresentabile.
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