Di necessità virtù

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Da scarto a prima risorsa, da esubero ad essenziale, Jorge Luiz Frello, meglio noto come Jorginho, sembra essere diventato tutto ciò per la Nazionale di Antonio Conte. 

Jorginho è stato il fulcro del centrocampo che ha espresso il miglior calcio d'Italia. Qualcosa vorrà dire? Merito di Sarri, nessuno lo discute, ma in questo calcio passiamo troppo presto dal non dare meriti ai tecnici, al darne paradossalmente troppi. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Evidentemente, molto di Sarri c'è nel Napoli, ma qualcosa va riconosciuto anche a questi giocatori che sono stati messi in condizione di esprimersi al meglio. Tra i più clamorosi miglioramenti quasi all'unanimità viene riconosciuto quello di Jorginho come il più evidente. 

Il ct dell'Italia qualche pregiduzio lo ha, non lo scopriamo oggi, ma il destino, e la sfortuna per alcuni, sembrano essere diventati la fortuna per altri. E' il caso degli infortuni di Marchisio e Verratti, due campioni che saranno costretti, causa infortunio, a non partecipare all'Europeo. 

Il calcio è fatto di occasioni da sfruttare, e davanti a Jorginho se ne presenta una colossale. Forse il giusto coronamento della sua miglior stagione. Messo in condizioni di esprimersi al peggio, nel 4-2-3-1 di Benitez, quest'anno a Conte viene anche dato un suggerimento importante: se hai l'italobrasiliano, il centrocampo a tre è la scelta ideale. 

Per meriti, molto probabilmente, Jorginho avrebbe dovuto partecipare lo stesso a questa competizione, sicuramente non da protagonista, vista la concorrenza a centrocampo (per fortuna dell'Italia). Ma il fato ha giocato un brutto scherzo ad Antonio Conte che al perno del Napoli ha spesso preferito i vari Montolivo, Thiago Motta e Parolo. 

Crudele, ma spesso la sfortuna di alcuni, nello sport, si traduce in un'occasione per altri, speriamo Jorginho la sfrutti al meglio. 

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