E' finita un'era in casa Napoli, Benitez boccia il passato e traccia la linea per il futuro azzurro

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Autore Marco Lombardi Giornalista Professionista · Social Media Manager e Inviato Speciale

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di Marco Lombardi - Twitter: @marcolombardi24

E’ ancora rivoluzione in casa Napoli. Un processo iniziato nel giugno del 2013, poco più di un anno fa, con l’addio  di Walter Mazzarri alla guida della panchina azzurra e l’arrivo in pompa magna di Rafa Benitez. Con il tecnico toscano, anche Edinson Cavani lasciò il capoluogo partenopeo per approdare in Francia dopo la corte spietata del plurimilionario Psg che con i suoi petrodollari è riuscito a regalare a Blanc il bomber uruguaiano che ha fatto le fortune del club di De Laurentiis, e di Mazzarri stesso, per 3 anni. L’arrivo di Higuain, Mertens e Callejon più il cambio modulo attuato da Benitez hanno compensato a suon di gol la cessione illustre che portò nelle casse del Napoli ben 64 milioni di euro. Soldi spesi anche per sostituire altre pedine della rosa, dando il via alla prima fase di quella definita poc’anzi, rivoluzione.

In estate la seconda fase, che almeno ad oggi non ha portato i frutti sperati, con gli addii contemporanei di Behrami, Dzemaili, Pandev, Cannavaro (ceduto ufficialmente al Sassuolo), Armero (non riscattato dall’Udinese) e Fernandez, tutti giocatori “nati” nel Napoli sotto la guida di Walter Mazzarri e nei casi dei primi 4 dei veri pupilli dell’allenatore di San Vincenzo. I “superstiti” rimasti sono stati impiegati con buona continuità da Benitez, che però ieri ha forse voluto lanciare un segnale chiaro, l’ennesimo. Nella sfida persa contro il Milan infatti, l’unico reduce dell’era Mazzarri in campo era Giandomenico Mesto, capitano inatteso degli azzurri a San Siro, catapultato in campo a causa della squalifica di Christian Maggio (con contratto in scadenza tra poco più di 6 mesi), assente quindi come Inler, Gargano e Hamsik, tutti e tre in panchina per scelta tecnica. L’esclusione che ha fatto sicuramente più rumore è stata quella del trequartista slovacco e capitano azzurro, che Benitez non aveva mai lasciato fuori in gare così importanti, ma anche e soprattutto quelle di normale amministrazione, se non a causa di infortuni. In campo quindi tutti, Mesto a parte (il cui contratto scadrà a giugno 2015), i protagonisti del nuovo progetto del Napoli lanciato verso il futuro. In attesa dell’arrivo di Gabbiadini, non si escludono quindi altre cessioni illustri nel prossimo mercato estivo per completare l’opera, e finire la rivoluzione: con o senza Benitez…

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