19-01-2015
14:00
Il giorno dopo la diciannovesima giornata si torna in campo dopo la sconfitta contro la Juventus e le polemiche che hanno caratterizzato i giorni seguenti con l’effetto supercoppa che sembra essersi già esaurito. Napoli di scena all’Olimpico contro la Lazio. Gara presentata come uno spareggio per il terzo posto. Unico obiettivo realmente plausibile per gli uomini di Benitez. Un po’ triste se si considera che siamo appena all’ultima di andata.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata il Napoli arriva all’incontro con un punto in meno della Lazio. Lo scorso anno, di questi tempi, gli azzurri avevano ben diciotto punti in più dei biancocelesti. Misteri di un potenziamento dell’organico che effettivamente, numeri alla mano, non c'è assolutamente stato.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata per lo spareggio, Benitez si affida ai due centrocampisti, Gargano e Lopez, ormai divenuti titolarissimi del ruolo. Magari anche un messaggio alla Società: di Jorginho e Inler si può anche fare a meno. Altro che centrocampisti metronomi e di palleggio. Ormai i registi della squadra sono Albiol e Koulibaly. Maglia da titolare anche per De Guzman e panchina per Hamsik. Il sospetto che Benitez voglia difendersi anche qualche scelta di mercato prende consistenza. L’olandese è un Gargano d’attacco. Corre come un forsennato e come l’uruguaiano sbaglia tanto. Semplici appoggi, tempi di inserimento e di giocata. Ma corre, diamine se corre. E, di questi tempi, è già qualcosa. Ci può stare.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata pronti via e contro una Lazio priva dei suoi tre elementi più in forma, F. Anderson, Mauri e Marchetti, il Napoli la inizia come otto giorni addietro contro la Juventus. Squadra bassa, raccolta, linee strette e in attesa di ripartire. E intorno al ventesimo riparte alla grande. Mertens si inventa un millimetrico lancio per Higuain. Il Pipita si beve il diretto avversario e fulmina Berisha non esente da responsabilità.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata una volta in vantaggio, gli azzurri si abbassano ancora di più lasciando l’iniziativa agli uomini di Pioli. Prima la traversa e poi Cavanda salvano il Napoli. Ad inizio ripresa, i biancocelesti si giocano la carta Klose al posto di Ledesma. Pioli lascia in campo sia Candreva che Keita oltre a Djordjevic e con Parolo a sostegno. In pratica, spacca la squadra in due. Ma il Napoli fatica ad organizzare ripartenze letali. Callejon gioca basso in aiuto di Maggio. Dall’altro lato, Mertens prima e poi anche De Guzman e Hamsik, si abbassano tanto ad aiutare il debuttante Strinic, buona la sua prova, impegnato al cospetto di Candreva. Ne viene fuori un Napoli di Rejana memoria. Ma i tre punti erano importantissimi. Ci può stare.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata, del resto, se si decide di affrontare una stagione con quattro centrocampisti tutti più o meno con le stesse caratteristiche, non è semplice andare a fare gioco. Il Napoli, tra le squadre di vertice, è l’unica compagine che non schiera davanti alla difesa, un elemento in grado di dettare i tempi di giocata e capace di tenere le redini del centrocampo. La Juve ha Pirlo, la Roma De Rossi, la Sampdoria un ritrovato Palombo e la stessa Fiorentina, nel ruolo, schiera Pizzarro. Benitez ha capito che l’utilitarismo paga e ha iniziato a fare di necessità virtù. Ci può stare.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata è anche il giorno dopo l’ultima del girone d’andata. Il calo del Napoli è sentenziato dai numeri. Nove punti in meno. Meno reti realizzate (sette), più reti subite (tre) e più ampio il distacco dalla seconda, ben otto punti. Lo scorso anno erano appena due. Al giro di boa, il Napoli era beatamente terzo da solo con cinque punti in più della Fiorentina quarta. E ben dieci punti in più della coppia Inter e Verona appaiate al quinto posto. Quest’anno gli azzurri girano al terzo posto a 33 punti a braccetto con la Sampdoria. Per ambire al terzo gradino del podio, sarà necessario aumentare il rendimento nel girone di ritorno. Negli ultimi cinque anni, solo una volta si è giunti terzi con meno di 70 punti.
Il giorno dopo la diciannovesima giornata si scriverà e parlerà per un girone intero che raggiungere la zona Champions sarà importante per il Napoli e la Società. Che la partecipazione alla massima competizione continentale finirà per condizionare anche il mercato e le ambizioni del Napoli. E magari anche a trattenere qualche elemento di spessore. Insomma, tutto come lo scorso anno. Salvo poi che, lo scorso anno, a terzo posto conquistato, il mercato fu come se il diritto a disputare i preliminari, il Napoli non se lo fosse aggiudicato. E questo non ci può stare.
Stefano Napolitano
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