IL GIORNO DOPO Dnipro-Napoli... l'Andujar 'solidificato', i capelli bagnati di Henrique e la coppia di asini e cammelli
14:00
Il giorno dopo Dnipro – Napoli. E’ un giorno amaro. Gli azzurri falliscono l’approdo alla finale di Varsavia eliminati dai più che modesti ucraini. La doppia sfida ha detto questo. Non è bastato il blasone, non sono bastati i nomi. Non è bastata la maggiore qualità dei singoli. Non è bastato il fatturato superiore. Per gli uomini di Benitez, niente finale. E per i tifosi azzurri l’ennesima delusione della stagione.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli. Pronti via e l’inizio è quello che non ti aspetti. Ucraini in pressing e Napoli d’attesa. Dopo le barricate dell’andata, in tanti avevano pronosticato lo stesso canovaccio anche per la partita di ritorno. Forse Markevyč, allenatore del Dinipro, avrà rubato l’idea a Benitez, amante della squadra alta e in pressione. Non lo sapremo mai. Gli ucraini pressano tanto, specialmente sui due mediani, D.Lopez e Inler, che appaiono più compassati e imprecisi del solito. Specialmente lo spagnolo. Malgrado il feroce pressing iniziale, è il Napoli ad avere, dopo neanche sette minuti, l’occasione per sbloccarla. Higuain si lascia ancora ipnotizzare dall’estremo difensore ucraino.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli, il gran correre degli ucraini è poco organizzato. Fanno una gran confusione ma di palloni ne recuperano pochissimi. Le loro occasioni del primo tempo nascono da due errori di Lopez. Pare sia un elemento utile. Ieri sera è stato utilissimo agli avversari. E, dispiace dirlo, non solo ieri sera.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli nella prima frazione gli azzurri ci proveranno ancora con Higuain. Questa volta il Pipita girerà benissimo di testa un traversone di Ghoulam. L’attento e bravo Boyko gli negherà la gioia del goal. Per il resto, il Napoli farà poco. Niente se si considera che la gara era da vincere e un pari a reti bianche avrebbe rispedito a casa gli azzurri.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli nella ripresa gli azzurri provano a partire forte. Ma gli appoggi sbagliati sono un’enormità. Higuain non è in serata e non tiene un pallone e Gabbiadini gli gioca troppo distante. Manca un raccordo di qualità. Se ne accorge Benitez che spedisce in campo Hamsik. Purtroppo, dopo tre minuti, il Napoli va sotto. Segna ancora Seleznyov. Dopo la rete in fuorigioco di otto giorni addietro, questa volta realizza di testa arrampicandosi su Britos. Nell’occasione Andujar accenna l’uscita. Poi ci ripensa. Si pianta a terra e quasi si “solidifica”. Non accenna neanche la parata. Neanche le braccia riesce ad alzare. Un’annata decisamente no per i portieri del Napoli.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli una volta sotto, spazio anche a Mertens. Il belga rileva Insigne sull’out sinistro. Entra con l’argento vivo addosso. E sarà l’unico a crederci fino alla fine. Da quel lato, in coppia con Ghoulam, creerà più di un problema alla difesa ucraina. Purtroppo l’algerino, liberato dalle ottime giocate dell’ex PSV, non indovinerà mai la misura dell’ultimo passaggio. Un’altra costante di quest’anno.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli, il forcing degli azzurri è confusionario. Gli ucraini fanno muro e fatto salvo un salvataggio sulla linea del gigantesco Douglas, il Napoli creerà pochissimo. L’ultima mossa di Benitez è Henrique per Lopez. Il brasiliano giocherà largo a destra per coprire Maggio che ormai gioca all’ala. Un’ala che non salta mai l’uomo e che indovina un cross ogni cinque gare, non si era mai vista. Forse sarebbe stato meglio fare il contrario. Ma il giorno dopo è tutto più semplice. Lo stesso Henrique, malgrado appena entrato, appare da subito stanco. Quasi svogliato. Forse avrebbe preferito restare in panchina per non bagnarsi i capelli.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli non è bastata una prima linea definita da molti fortissima e addirittura tra le prime d’Europa. Qualche dubbio lo nutriamo. Ma una prima linea, da sola, non è mai bastata a fare bene. I meno giovani ricorderanno quante volte il Brasile si sia presentato ai mondiali con una mezza dozzina di fenomeni in avanti, ma senza portiere e con difensori goleador che badavano solo a fare goal. E ricorderanno come sia andata a finire.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli. E’ il racconto di un’altra delusione. Di un altro obiettivo stagionale che svanisce. Da Bilabao a Kiev sono passati nove mesi. Tra tantissime ombre e una sola luce, la Supercoppa vinta a Doha. Il resto è stata una stagione a strappi. Culminata con le due recenti ed inopinate eliminazioni. Prima quella dalla coppa Italia maturata in casa con una sconfitta e poi quella di ieri sera contro una formazione davvero modesta.
Il giorno dopo Dnipro – Napoli restano tre partite di campionato da vincere assolutamente per provare a centrare quel terzo posto che garantirebbe la possibilità di andare a giocarsi i preliminari di Champions e di poter ancora sperare di mettere le mani sui milioni che la partecipazione a questa manifestazione assicura. Dovesse svanire anche questo obiettivo, si racconterà di una stagione fallimentare che, inevitabilmente, finirà per condizionare anche la prossima. Perché, senza i denari sicuri, i cammelli si vendono e non si acquistano. Gli asini, quelli si. Costano poco e guadagnano meno.
Stefano Napolitano
