Sconcerti: "Messi è un freddo, non credo capisca l'affetto dei napoletani. Migliore di Maradona come attaccante"

Rassegna Stampa  
Sconcerti: Messi è un freddo, non credo capisca l'affetto dei napoletani. Migliore di Maradona come attaccante

Mario Sconcerti, sulle colonne del Corriere della Sera, esprime il concetto d'amore dei napoletani per Lionel Messi, attaccante del Barcellona che ha tante similitudini con Maradona.

L'edizione di oggi del Corriere della Sera pubblica un editoriale di Mario Sconcerti, giornalista. 

"Credo che a Napoli abbiano sempre sentito un dovere che Messi passasse da casa loro. È un gradino naturale nella saga di Maradona. Non importa che Messi venga da avversario, è il ritorno del mito che avvolge la città e ne racconta la sua differenza. Gli altri vincono di più, ma Napoli ha avuto Maradona. La città è ancora un museo del suo passaggio. Qui parlava alla gente, qua gli facevano la pizza, là proteggeva i deboli, più avanti a destra c’è l’angolo dove si nascondeva nelle sere buie. La gente vorrebbe prendere per mano Messi e portarlo nei luoghi di Maradona, perché sono i suoi. Gli appartengono per eredità e leggenda. Era tempo li conoscesse. Temo sia difficile che Messi capisca e ricambi. Mi è sempre sembrato uno che ha la freddezza dei timidi. La vita gli ha dato tanto ma gli passa sempre un po’ di lato. Ha un carisma triangolare, pieno di spigoli; non ha complici, sembra un poeta solitario, inverosimile. Forse è questo che lo rende inafferrabile. Come potrà marcarlo stasera il Napoli? Certamente non a uomo. Una marcatura fissa lo toglierebbe dalla partita ma non dagli episodi. Messi avrebbe tre scatti e segnerebbe due gol. Il calcio di Messi è un corridoio, devi coprirlo dall’inizio alla fine".

Mario Sconcerti, giornalista. 

"Messi va marcato di squadra, da nessuno e da tutti, perché nessuno ha il suo tempo ma tutti devono avvicinarlo. Non una griglia, non tanta gente intorno, una serie di ostacoli progressivi, farsi trovare là da dove lui passerà dopo aver saltato il primo uomo. E incrociare le dita. Partirà lontano dalla porta, dove ha più spazio per cominciare il dribbling. Messi fa facilmente la cosa più difficile: saltare l’avversario. Per questo non bisogna stargli addosso, ma cominciare subito ad aspettarlo. Maradona era più universale, aveva un dribbling più rotondo. Era un capo. Messi è un attaccante migliore, forse solo un Maradona moderno, meno epico, senza visioni, con questa sua sfacciata facilità di segnare. Comunque andrà i napoletani lo adoreranno. Fa parte dell’eleganza dei ricordi. E del piacere di avere ancora una leggenda in casa". 

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