OMS, Guerra: "Il Covid-19 è mutato: ora è più aggressivo! Ma sotto i 10 anni contagia pochissimo"

Rassegna Stampa  
Ranieri Guerra, OMS e CTSRanieri Guerra, OMS e CTS

Aggiornamenti sul Covid-19 con Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'OMS e membro del Comitato Tecnico Scientifico

Ultimissime notizie coronavirus. Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Oms e membro del Cts, ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Repubblica. Ecco alcuni dei passaggi principali della sua intervista, riportati da CalcioNapoli24.

Innanzitutto, sui vaccini in lavorazione per contrastare la pandemia di coronavirus, ha dichiarato: "Quando saranno registrati dalle agenzie regolatorie li chiameremo così e avremo accesso anche ai dati di sperimentazione. Fino a quel momento sono solo candidati vaccini".

I morti hanno quasi raggiunto i numeri della primavera. Non è vero allora che le cure sono migliorate? «I morti di oggi sono il riflesso dei contagi di dieci giorni fa. Ci vorrà tempo prima che il loro numero cali. Poi potremo iniziare a parlare di riapertura. Ma con cautela, dopo l’esperienza del passato. Se avremo una terza ondata o vari piccoli marosi dipenderà da noi. Sui decessi siamo quasi al livello della primavera, ma a fronte di contagi molto più numerosi. Quindi sì, la letalità è nettamente diminuita. Sappiamo trattare meglio i malati anche se non abbiamo una cura decisiva». 

Per il Natale possiamo sperare in una curva dei contagi in calo? «Il messaggio resta chiaro, Natale con i tuoi, e capodanno pure. Non possiamo sacrificare ancora una volta i risultati ottenuti con sangue, sudore e lacrime». 

C’entra la mutazione D614G che ha reso il virus più contagioso? «È stata probabilmente la causa della violenza della seconda ondata. Il coronavirus mutato si trasmette a una rapidità che ci lascia attoniti. La mutazione a febbraio si stava affacciando in Italia. Ora è diventata prevalente proprio perché offre al virus un vantaggio competitivo, con la sua velocità di propagazione». 

Alla terza ondata arriveremo finalmente più preparati? «Tra la prima e la seconda ondata abbiamo migliorato gli ospedali e la raccolta dei dati. Manca da rafforzare l’aspetto della medicina territoriale».

Promuove anche la gestione delle scuole? «Non mi pare che siano state travolte. Ci stiamo rendendo conto che i ragazzi sopra ai 10 anni si contagiano e contagiano in modo simile agli adulti, ma al di sotto di quell’età la trasmissione è ridotta. Fino alle elementari bisogna sforzarsi di tenere aperte le aule. Per i più grandi non basta mettere in sicurezza le scuole. Bisogna farlo anche per quel che avviene prima dell’ingresso e dopo l’uscita». 

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