Il Roma - Ruiz, l’uomo Champions che vuole di più: Napoli aspetta la sua esplosione
18:30
Due su due, in Champions League, per Fabian Ruiz. Sempre titolare quando le gare contano. Questa fotografia, svelata in cifre, indica - più d'altre
Due su due, in Champions League, per Fabian Ruiz. Sempre titolare quando le gare contano. Questa fotografia, svelata in cifre, indica - più d'altre - la stima che Carlo Ancelotti nutre nei confronti del centrocampista spagnolo. Che con la Stella Rossa aveva ben impressionato e col Liverpool l'ha fatto per metà: prestazione diligente, qualche strappo interessante ma anche l'errore, sullo zero a zero, quando s'è ritrovato a tu per tu con Alisson e ha perso tempo, sciupando una grande occasione. Ma sono errori di gioventù, questi, appartengono ad un ragazzo di ventidue anni che per la prima volta si sta affacciando alla più importante competizione europea. Scorta d'esperienza, per lui, che il Napoli ha pagato trenta milioni di euro in estate per strapparlo al Betis Siviglia. Un investimento importante, il centrocampista più costoso dell'era De Laurentiis, un talento consigliato (anche) da Davide Ancelotti, figlio e vice dell'allenatore azzurro.
COL LIVERPOOL. Fabian è stato schierato a sinistra di questo camuffato 4-4-2, in realtà faceva quasi l'interno mancino del 3-5-2 con Mario Rui autorizzato a spingere per tutta la partita. Oltre moduli e ruoli, lo spagnolo ha interpretato la gara a suo modo: ha richiesto palla, s'è fatto vedere tra le linee, ha dialogato coi compagni e, per la prima volta, è anche riuscito a rendersi potenzialmente pericoloso con continuità. Oltre alla ghiotta chance fallita, ce n'è stata un'altra - sempre nei pressi del limite dell'area avversaria - che non ha saputo sfruttare. In più ha consegnato a Salah la palla del possibile vantaggio che l'egiziano ha calciato a lato. Errore tecnico dettato dalla stanchezza, tant'è vero che pochi minuti dopo Ancelotti lo ha sostituito col più fresco Verdi.
OVUNQUE. Il pregio principale, di Fabian, è la duttilità tattica. Ha disputato quattro gare stagionali, sempre in ruoli differenti. Con la Stella Rossa ha fatto il mediano puro, col Parma l'esterno destro, con la Juve è subentrato ad Hamsik e col Liverpool ha giocato (quasi) a sinistra. Lui, che nasce mezzala. Ma questo Napoli ha cambiato modulo, non c'è più il 4- 3-3 (almeno sulla carta) e dunque adeguarsi è il segreto per reclamare spazio, poi ottenendolo. Come nel suo caso. In ogni porzione di campo, Fabian ha messo in mostra il suo valore. Le sue doti: grande tecnica, resistenza fisica, visione di gioco, personalità. Molti lo criticano per il suo "passo compassato" ma si tratta semplicemente di uno stile, il suo, e non per forza di un limite. In compenso viaggia veloce col pensiero quando manda in porta gli altri e lo fa con precisione assoluta, sfruttando l'eleganza del suo mancino. Una bella scoperta, Fabian, all'alba della sua stessa esplosione.
