Il Roma - Quei ragazzi terribili del ’91 nelle mani di Sarri

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Il Roma - Quei ragazzi terribili del ’91 nelle mani di Sarri

"Noi, ragazzi di oggi noi", la canzone del 1986 di Luis Miguel la potrebbero cantare in coro molti calciatori del Napoli. Mai come quest’anno l’età media dei calciatori azzurri è molto bassa. Sarri sta riscuotendo successo con un nugolo di 24enni terribili che stanno facendo la differenza nei rispettivi ruoli. Ben sei gli elementi del ’91 che sono in forza all’allenatore toscano, in cinque sono titolari inamovibili mentre il sesto, seppur molto forte, ha davanti a sè un campione che lo oscura un po’. Ma anche per lui ci sarà tempo per la gloria. Tranne che tra i pali, i giovenchi terribili sono ovunque. Si parte dalla difesa dove Koulibaly e Ghoulam stanno facendo la differenza. E dire che inizialmente Sarri li aveva un po’ messi da parte preferendo Chiriches e Hysaj a sinistra con Maggio a destra. Quando, però, dopo il pari con l’Empoli è cambiato tutto, il francese e il francoalgerino si sono presi la scena e non sono più usciti dallo scacchiere base. Ad oggi diventa difficile non vederli in campionato visto che fanno parte anche loro della squadra base che ha battuto Lazio, Juventus, Milan e Fiorentina. A centrocampo ce ne sono altri due. Jorginho è la mente, Allan il braccio. I due brasiliani sono incontenibili, il primo imposta, il secondo rincorre da solo tutti gli avversari che hanno il pallone tra i piedi. Quest’ultimo, poi, ci ha preso gusto a segnare e non a caso è già a quota tre reti. Già all’Udinese era molto bravo, ma con la maglia azzurra sta facendo cose straordinarie. Nel giro di pochi mesi è diventato un big e il prezzo del cartellino, anche in virtù di una età abbastanza giovane, è schizzato alle stelle. Se a gennaio De Laurentiis lo volesse vendere, potrebbe incassare anche venticinque milioni di euro dopo averne spesi 15. Passiamo all’attacco. Anche in questo reparto ce ne sono due di 24enne ma solo uno ha lo spazio necessario per mettersi in mostra. Si tratta di Lorenzo Insigne. Il Magnifico di Frattamaggiore vive un momento magico e addirittura è al primo posto nella classifica dei cannonieri con sei reti assieme al compagno Higuaìn e ad Eder della Sampdoria. Ha segnato alla Juventus, al Milan (doppietta) e alla Fiorentina. In precedenza aveva punito Empoli e Lazio. Una continuità incredibile in fase realizzativa. Ma non solo. Per gli avversari è diventato davvero difficile fermarlo. Addirittura erano in tre della Viola a marcarlo domenica pomeriggio al San Paolo. Ormai è l’uomo da tenere d’occhio ma appena gli lasciano un po’ di spazio non perdona. È sicuramente questo l’anno della consacrazione di un ex talento che piano piano sta diventando un campione. Ha perso un anno perché nello scorso torneo si infortunò gravemente sul campo della Fiorentina. Ma è tornato più forte di prima ed è il fiore all’occhiello del team di Sarri. Nel 1991 è nato anche Manolo Gabbiadini. Che per il momento non ha l’opportunità di esaltare le sue doti offensive. Purtroppo capita quando hai davanti un big come Gonzalo Higuaìn. Il Pipita sta strapazzando tutti e quindi è un intoccabile. Certo, potrebbe anche essere un vice Callejon ma pure lo spagnolo, per il gran lavoro difensivo, è un titolare fisso. L’alternativa è l’Europa. Domani, infatti, sarà in campo in Danimarca. Ma lui vorrebbe esibirsi anche in Italia. Il tempo non manca, deve solo avere la pazienza di aspettare evitando di deprimersi e pensare di andare altrove già a gennaio. Anche perché in un’altra qualsiasi big avrebbe problemi lo stesso di inserimento. Per avere un posto fisso si dovrebbe accontentare di una provinciale ma non è il caso. Ecco quindi che vale la pena non andare di fretta e sposare anche lui a pieno il progetto di Maurizio Sarri. In modo tale da poter magari a maggio festeggiare un prestigioso obiettivo.
 

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