Il Roma - Cucci: "Per nostra fortuna si perde pure Benitez"

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Il Roma - Cucci: Per nostra fortuna si perde pure Benitez

di Italo Cucci

Napoli ricco e povero: perde la Champions ma,per sua fortuna, anche Benitez, esibitosi fino all’ultimo minuto alla guida di una squadra che poteva lottare per lo scudetto e ha fallito ogni obiettivo per la testardaggine di un cattivo maestro, incapace di adattare una squadra potentissima a un modulo nostrano, con un’attenzione maggiore alla difesa. Non sono un profeta, solo un appassionato di calcio che si è fatto competente anche vincendo una magica stagione viola con l’amico Bruno Pesaola: e con lui abbiamo cercato di svegliare il Rafè dormiente. Inutile ogni sforzo, è andata come previsto. Si va a ricominciare... Si parla di un messaggio segreto (non tweet) di Benitez a Florentino Perez boss del Real: “Missione compiuta, arrivo!”. Non è vero ma ci credo - vien da dire. Perché se non è attendibile la forma è verosimile la sostanza: Don Rafè chiude sconfitto e lascia il Napoli in Europa League, dove non potrà certo infastidire gli aristocratici blancos...disturbati dallo storico successo di Ancelotti, un italiano vero. Come italiano doveva essere il suo Napoli che invece ha (mal)trattato alla spagnola ricavandone una caterva di gol fatti e di gol presi.

Alla faccia della cultura calcistica italiana e dei critici che cercavano di evitargli un’Inter bis. Molti aspettavano l’ultimo minuto del San Paolo per decidere la qualità della stagione beniteziana: successo o fallimento? Personalmente non ho mai avuto dubbi: fallimento, comunque. E soprattutto per le scelte del tecnico, anche ieri fedele ai suoi schemi perdenti: Gabbiadini fuori, inizio sotto schiaffo, secondo tempo con Gabbiadini in ripresa, Hamsik baluardo a centrocampo, Higuaìn rinfrancato dalla presenza dell'ex sampdoriano, un gol, due gol...un altro rigore sbagliato, uomo partita assoluto, nel bene come nel male. Poi, i segni del malessere già palesato anche in Ucraina, una stanchezza dolente dopo i fuochi vesuviani. Il fronte dell’incompetenza è forte, compatto: Napoli senza Champions, tutta colpa di De Laurentiis che non ha speso abbastanza e dunque dei giocatori che son tapini. Balle, balle: ci sono stati momenti,anche ieri, che il Napoli ha mostrato tutta la sua potenza e qualità, se avesse avuto un allenatore abbastanza modesto da aggiungere a una competenza europea alta un pizzico di italianismo sano avrebbe lottato con la Juve, non regalato 25 punti a tutte le provinciali d’Italia. La Lazio ha fatto un capolavoro, non nell'ultima partita - dove si è giovata dell'errore i Higuaìn spedito a sbagliare l'ennesimo rigore - ma nella seconda fase del campionato migliorando la qualità del gioco e anche lo spirito dei giocatori, improvvisamente più somiglianti a Candreva, il guerriero biancazzurro. Al San Paolo andava in onda l'ultimo duello decisivo, a San Siro un giovane che ha salvato la faccia all'Inter più brutta del secolo, Icardi, è riuscito a pareggiare i conti con Luca Toni, 22 gol e tanta speranza per il futuro. Al vecchio cronista resta un’ultima battuta: sette partite insieme, come ai bei tempi, una quarantina d gol domenicali, e tutti belli: per favore, ridateci il campionato di una volta!

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