Il Roma - Abulico, ripetitivo, imbronciato ed un po' egoista: con l'arrivo di Gabbiadini è l'ora della verità per Mertens
13:30
Torna a correre Insigne, scalpita Manolo Gabbiadini, atteso oggi in città per le visite mediche, segna Callejon e fatica Mertens. Il belga stenta a ritrovarsi, non è brillante, si accende di rado, entra a gara in corso e non incide più come una volta. L’involuzione è testimoniata anche dai numeri: un solo gol in campionato, per giunta su rigore, dopo tredici presenze. Troppo poco per un calciatore che lo scorso anno, non da titolare fisso, è riuscito a centrare il bersaglio in ben undici occasioni, restando appunto sul terreno della serie A. Stimolato dall’eterno ballottaggio con Insigne e sponsorizzato dalla piazza che proprio non riusciva a spiegarsi quel ballottaggio che ai più pareva ingiusto: Deve giocare Mertens, un leitmotiv ripetuto ogni domenica. E così, proprio quando la favola di Lorenzo sembrava destinata a concludersi senza lieto fine, l’attaccante belga ha alzato bandiera bianca, si è completamente perso, lasciando spazio alla concorrenza. E nemmeno l’infortunio dell’esterno partenopeo è riuscito a scuoterlo. L’ultima versione narra di un calciatore abulico, ripetitivo nelle giocate, imbronciato. E quel pizzico di egoismo, che prima gli veniva perdonato, è diventato superfluo, effimero, dannoso per la squadra. Le cause di un vero e proprio crollo verticale, vanno forse cercate in quella eterna lotta con il compagno di reparto che alla lunga lo ha fiaccato, soprattutto nello spirito. Si aspettava forse maggiore considerazione ma Benitez ha continuato a tenerlo sulla corda, non ritenendolo intoccabile, anche quando il verdetto del campo era netto e inequivocabile. Da qui la parabola discendente, terminata con la pessima prova offerta in supercoppa con la Juventus: prima l’esclusione a favore di De Guzman, poi l’ingresso in campo, senza mordente, senza la cattiveria necessaria per riprendersi quanto era riuscito a conquistarsi a fatica nel corso della sua prima esperienza partenopea. E adesso la storia rischia di complicarsi ulteriormente: ad Insigne, pronto a recuperare in tempi record, si aggiunge Gabbiadini, altro esterno da cui dovrà guardarsi per non finire tra le riserve. Ci saranno nuove opportunità per riannodare il filo con il primo Mertens, sorprendentemente forte. E dal calendario, in tal senso arrivano buone nuove: si va a Cesena, il giorno dell’Epifania. Lo scorso sei gennaio si giocò a Napoli, contro la Sampdoria di Mihajlovic; finì due a zero, dopo una splendida doppietta targata Mertens. Una delle migliori prestazioni in azzurro, una gara da otto in pagella, di quelle che da troppo tempo non si vedono più. Ecco perché la gara del “Manuzzi”deve segnare un nuovo inizio, per il Napoli (chiamato a non dilapidare altri punti con le piccole) e per lo stesso Mertens, giunto oramai ad un bivio: tornare a correre e segnare oppure arrendersi, diventare uno dei tanti, limare le ambizioni personali. L’ora della verità scoccherà molto presto.

