Il Roma - A Cristiano Ronaldo rode di non segnare come in Spagna. Se Ancelotti vince a Torino verrà sepolto il sarrismo
13:00
Via con la pazza idea di tirare un colpaccio alla Juve nel suo stadio blindatissimo dove, in sette anni, hanno vinto solo otto squadre, ma una è il Napoli
Via con la pazza idea di tirare un colpaccio alla Juve nel suo stadio blindatissimo dove, in sette anni, hanno vinto solo otto squadre, ma una è il Napoli con Koulibaly nel campionato scorso. Via con un Napoli più tecnico (Hamsik, Zielinski), il rientro dell’equilibratore Callejon, i piccoletti all’attacco (Insigne e Mertens). Sarà sempre 4-4-2, ma Ancelotti vuole affrontarla con la qualità delle giocate. Dovesse vincere, dove ha vinto Sarri, il sarrismo sarà parce sepulto. Andiamo a saggiare i giochetti di gambe di Cristiano Ronaldo (Hysaj, Albiol e Allan allertati). Andiamo a sfidare i più alti e grossi (Chiellini 1,87 e Insigne 1,63, Bonucci 1,91 e Mertens 1,69). Ma in porta non c’è più Buffon e questo conta. La sfida arriva troppo presto per dare un marchio al campionato, ma è evidente che se il Napoli non farà risultato (anche un pareggio), la Juve va in fuga non avendo altri avversari che la insidiano (Lazio a 6 punti, Inter a 8, Roma a 10, Milan a 12 con una partita in meno). C’è il Napoli e solo il Napoli, l’anno scorso avvicinatosi a 4 punti dai bianconeri, a contendere e legittimare il predominio juventino. Proprio la mancanza di altre grandi squadre, in grado di togliere punti alla Juventus, hanno penalizzato il Napoli nel sogno-scudetto. Troppo solo per far tutto. Match interessante perché Ancelotti se lo giocherà diversamente da Sarri. La Juve sapeva dove andava a parare la squadra di Sarri. I movimenti di Ancelotti sono nuovi, il modulo è nuovo e gli azzurri sono in splendida condizione fisica. La Juve non può fare calcoli. E’ la partita che, pur arrivando troppo presto nel girone di andata, le darà la scossa per l’ottavo scudetto. Questa oggi vale una vittoria della Juve sul Napoli benché il traguardo sia molto lontano. Fa morale e toglie di mezzo l’unico concorrente pericoloso. La partita di ritorno si giocherà alla ventiseiesima giornata, molto in anticipo sulla conclusione del campionato, quando mancheranno ancora dodici giornate, perciò non avrà una incidenza pesante sul duello al vertice. Negli ultimi anni, la gara di ritorno (tranne nel 2015-16) s’è disputata invece nel finale dei tornei assumendo una importanza maggiore per la definizione della classifica conclusiva. E’ possibile che questo “dettaglio” produrrà minor tatticismo juventino e più spettacolo, anche se, in qualunque data e periodo della stagione, la Juve ha solo quella idea in testa: vincere perché “è l’unica cosa che conta”. Così che stasera, allo Stadium (151 vittorie della Juve in 189 partite), la squadra che ha avuto Cristiano Ronaldo per vincere tutto spingerà sull’acceleratore per battere il Napoli e andare in fuga volgendo la massima attenzione alla Champions, la “maledetta” che non le può sfuggire più. Per questo, Allegri sembra preferire Bernardeschi a Dybala, per avere un giocatore più forte fisicamente, più incisivo e più motivato, pericoloso sui tiri da fuori area, mentre il pupetto argentino è ancora nel guscio di una certa malinconia. Per la difesa del Napoli, contro Ronaldo, Bernardeschi e Mandzukic, sarà super-lavoro. La protezione del centrocampo sarà indispensabile, ma nella zona Ancelotti vanta un solo guerriero, Allan, contro Emre Can, il mastino tedesco di origini turche, e Matuidi, il molosso francese di origini angolane. E’ pensabile che, tenendo conto della fisicità degli juventini, più centimetri e più peso, Ancelotti punti sull’agilità degli azzurri per mettere in difficoltà la Juventus. Essenziale sarà il recupero-palla per andare di agilità e velocità verso la porta di Szczesny. Rapidi e con tocchi di classe dovranno giocare Insigne e Mertens contro il Feroce Saladino Chiellini e Bonucci un gentile prepotente. Si suol dire che le partite si decidono a centrocampo. Qui il sacrificio delle punte azzurre sarà determinante per aiutare i centrocampisti. Verosimilmente, il Napoli non giocherà alto, come con Sarri, e il 4-4-2 favorisce un baricentro più prudente. La “tattica” azzurra avrà effetto se non si sbaglieranno i colpi nell’area juventina, sollecitato Zielinski a lucidare la mira (quanti tiri ha sbagliato fra il Torino e il Parma!). Ci giriamo attorno, ma è una partita che magari prenderà il suo verso per un nonnulla, un episodio, un incrocio fortunato. La Juve ha armi pesanti. Il Napoli giocherà “a sorpresa”. La destrezza può avere la meglio sulla forza. Ma c’è anche tanta tecnica nella forza bianconera. Ronaldo si sta adeguando al copione di Allegri, ma gli rode non andare a segno ripetutamente come in Spagna. Deluderlo sarà il primo punto a favore del Napoli.
