Allegri, la non notizia e la canzone di Bennato
17:00
Massimiliano Allegri Massimiliano Allegri oggi viene elogiato per la capacità di aver saputo leggere bene la partita di ieri contro il Genoa. Ma si conosce davvero il suo passato?
Ultime notizie calcio Napoli - Il giorno dopo Genoa-Napoli c’è chi ancora si meraviglia - oppure scopre - che Massimiliano Allegri sia un allenatore che utilizza molto spesso i cambi per dare un impatto diverso alla partita in base alle variabili o gli imprevisti come li chiama lui. Ecco, Max non è un grullo come dicono dalle sue parti. Sa benissimo che coloro che lo esaltano oggi per il doppio jolly De Bruyne-Vergara pescato dalla panchina a Genova sarà il primo che lo bacchetterà un domani se la girandola dei cambi non risulterà positiva. Tradotto: sei un vincente se azzecchi le sostituzioni, viceversa sei il peggiore di tutti. Un po' come il ritornello di "Un giorno credi" di Edoardo Bennato.
L’errore più grande sarebbe oggi giudicare Allegri solo per l’impatto delle sostituzioni. Ci saranno partite in cui leggerà bene i cambi (speriamo quante più possibili) ed altre in cui gli riuscirà meno. Fa parte del gioco. Al di là dei luoghi comuni sul corto muso, sul non gioco e quanto altro, il messaggio che viene da Genova deve essere appuntato e rivisto tra 7-8 partite; quando la squadra avrà preso una sua fisionomia.
Non è che Allegri al Ferraris ha scoperto di avere qualità in panchina. Ha sempre utilizzato nella sua carriera tutti i calciatori di movimento dandogli spazio in base alle esigenze. Non esistono per lui calciatori a minuto zero. Poi, c’è la narrazione ‘tossica’. Quella che lo dipinge come una sorta di dinosauro in un calcio tutto palleggio, possesso palla ed estetica. Il Napoli ieri ha dimostrato di avere anche quello, ma si vuole evidenziare la scelta strategica - lo ha confessato anche Di Lorenzo in conferenza - di lasciare sfogare il Genoa restando bassi. Una strategia che poi ha pagato alla grande.
Ecco, Allegri ha letto bene la partita. Questa è una sua dote, gli va dato atto. Oggi sono tutti dalla sua parte. Ricordano il gesto tecnico di Vergara, la cazzimma di De Bruyne ed anche lo strappo di Lucca che ha dato vita all’azione del raddoppio dello scugnizzo di Frattaminore. Quando Max disse che allo stadio si veniva per apprezzare i gesti tecnici dei singoli fu bacchettato dal mainstream del calcio.
E adesso? Calma e gesso. Allegri è stato chiaro da diverse settimane. Anche con coloro che gli hanno dato dell’aziendalista con accezione negativa. Valorizzerà la rosa - i fattori della produzione come ama definirli De Laurentiis - a seconda delle esigenze. Tutti saranno importanti. Non è certo questa la novità se si va a conoscere la carriera di Max senza farsi influenzare da luoghi comuni.
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